Glitter & Champagne

Snow style

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Eccoci, siamo di nuovo a lunedì! Un’altra settimana sta per iniziare. Anche se vorrei non fosse cosi, il tempo scorre eccessivamente veloce e le cose belle durano sempre troppo poco!
Una mia cliente mi disse, qualche settimana  fa, che il tempo è l’unica cosa giusta per tutti infatti scorre in ugual modo per ciascuno di noi , senza distinzione di classe sociale, politica o colore della pelle. Non potrei essere più d’accordo!

 

A questo proposito la settimana scorsa ci siamo presi qualche giorno di relax, ormai da qualche anno a questa parte dopo le festività natalizie, quando il lavoro ce lo permette, ci concediamo qualche giorno in tranquillità tra le Dolomiti.

 

A dire la verità quest’anno il freddo pungente ci ha reso difficile fare le lunghe passeggiate, che amo, chilometri e chilometri tra i sentieri innevati.
Il vento artico sferzava e le temperature erano davvero da Polo Nord, chi mi segue anche su Instagram ed Instagram stories ha visto il mio daily, dove vi mostravo che era davvero dura resistere fuori all’aperto!

 

 

E sempre chi mi ha seguito nelle stories di Instagram avrà notato che proprio in vacanza ho acquistato i boots che indosso in questi scatti, è stato un colpo di fulmine, mi sono piaciuti molto perché mi ricordano degli indianini con le frange estivi un po’ boho e non sembrano i soliti stivaletti da neve! In più con i saldi li ho pagati la metà !! Potevo mai abbandonarli al loro triste destino? Certo che no, sono venuti a casa con me!

 

 

In fondo un po’ di glamour non guasta mai, neanche se fuori siamo sotto zero e la neve o il ghiaccio ci circonda!

 

 
Buon inizio di settimana a tutti voi amici 😊

 

 

Indossavo:
Giacca: Peuterey
Cappello : No brand
Jeans: Kocca
Borsa: Louis Vuitton
Occhiali: Ray Ban
Stivali: Moon Boot

 

 

Il caffè delle donne

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Mi è stato proibito di entrare in una libreria, perché a parte perdere la cognizione del tempo, potrei spendere una fortuna comprando libri su libri, anche se a casa ne ho una decina ancora da leggere, non importa, non posso fare a meno di acquistarne altri ( quasi come per le scarpe e borse!!)
Però ho trovato un altro modo per comprare libri, senza nemmeno uscire di casa: li acquisto online!
Si ok avete capito bene oggi vi annoierò ancora, per l’ennesima volta, parlando dei miei libri che ho da poco letto!

Spesso mi avvalgo delle classifiche dei libri più letti ( se sono piaciuti alla maggior parte delle persone probabilmente significa che sono belli ) anche se a volte rimango delusa ( ciò che piace alla maggioranza non è detto che piaccia anche a noi, un po’ come per la moda )!
Così spesso mi affido all’istinto: leggo le trame, i pareri di chi l’ha già letto, sbircio la biografia dell’autore e uso il mio fiuto !

Non ho un genere preferito, nella mia vita mi è capitato di leggere di tutto, romanzi d’amore, d’avventura, storici, biografie, thriller, gialli, fantasy. Mi piace passare da un genere all’altro.
Ed è proprio così che mi sono imbattuta in questo romanzo : Il caffè delle donne di Widad Tamimi.
Mi ha incuriosito parecchio il titolo ed ho voluto saperne di più : ho letto la trama e la biografia dell’autrice, ho scoperto che è una giovane scrittrice emergente e questo è il suo romanzo d’esordio ( 2012 ) ma ha scritto un altro libro nel 2016 ( Le rose del vento ).
Widad è nata a Milano da padre palestinese e madre di origine ebrea.

Il caffè è un punto fermo nella vita di Qamar: espresso e vigoroso come lo beve la madre, ingentilito da un goccio di latte come piace al suo compagno, oppure fatto bollire tre volte, amaro e profumato di cardamomo, come ha imparato a berlo in Giordania. Da sempre Qamar è in equilibrio tra due mondi, ma lo ha scoperto solo il giorno del suo quattordicesimo compleanno, quando è diventata ufficialmente donna. Sottratta a ogni contatto promiscuo, costretta a una improvvisa separazione dagli amici, Qamar deve confrontarsi con le differenze profonde tra le due culture di cui è figlia. Eppure, nelle lunghe giornate trascorse con le donne di famiglia, impara a curare il corpo come ogni sposa deve saper fare, a cucinare, a essere seducente e insieme modesta. Ed è durante queste lunghe ore al femminile che viene introdotta all’antico, affascinante rituale del caffè: nonna, zie, sorelle, riunite nel salotto si scambiano confidenze e si preparano a conoscere il destino. Solo una, ogni giorno, è la prescelta per l’interpretazione dei fondi da parte di Khalto Sherin, che sa leggere nel sedimento i segreti del cuore e del futuro. Anni dopo, di fronte al dolore di una maternità mancata, Qamar sentirà la necessità di recuperare le proprie radici e ripensare alle parole ascoltate il giorno lontano in cui lesse la propria vita nel sedimento. Scegliere gli ingredienti del proprio caffè, deciderne aroma e intensità, significa capire che gusto vogliamo dare alle nostre giornate.

 

Perché mi è piaciuto così tanto questo libro?
Perché Qamar, la protagonista, riesce a trasportare il lettore nell’affascinante mondo arabo, con i suoi colori, odori, sapori, cibi speziati. Ci porta alla scoperta del rituale del caffè fatto con l’ibriq dai cui fondi si può leggere il futuro.
Perché lei è in bilico tra la cultura occidentale e le sue radici più profonde orientali, in continuo scontro con l’educazione femminista ricevuta dalla madre così diverse dalle regole della famiglia paterna.
Questo libro ti trasporta completamente ad Amman in Giordania e ti fa venire voglia di salire sul primo aereo ed andare in medio oriente, tra la confusione ed il traffico della città, immersi nel profumo dei cibi speziati, della miscela arabica del caffè al cardamomo, dei colori caldi del deserto, della polvere tra le strade e del canto del muezzin che richiama i fedeli alla preghiera..

Questo romanzo mi è piaciuto davvero, l’ho trovato vero, autentico, molto scorrevole e di facile lettura, forse il finale un po’ scontato e banale ma il libro merita davvero di essere letto, in più ( se vogliamo parlare di soldi !!) costa davvero poco, online l’ho trovato a soli 10 Euro!

Che ne dite? Vi ho incuriosito almeno un pochino riguardo questo romanzo?
Torneremo a discutere di libri, anzi se avete suggerimenti su testi da leggere accetto consigli!
A presto, buon fine settimana! 😊

 

La metamorfosi della farfalla

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Sono quattro i principali stadi di un ciclo vitale di una farfalla: uovo, bruco, crisalide e adulta.

Le farfalle vivono in media un mese, ma alcune specie muoiono solo dopo poche ore.

La farfalla è un animale simbolico per eccellenza, lo è sempre stato sin dai tempi più remoti.

La metamorfosi della farfalla è fondamentale per comprenderne il simbolismo: è sostanzialmente un segno di trasformazione e di rinascita, al pari della Fenice.
Il processo che le farfalle attraversano è un ciclo evolutivo che descrive l’evoluzione dell’anima, infatti l’anima umana compie un ciclo molto simile a quello di quest’animale.

Il bruco parte strisciando ma poi una volta divenuta farfalla spiega le sue ali, si mostra in tutta la sua bellezza e vola via leggera ed elegante..

 

Chi nella propria vita non ha mai subito una metamorfosi? E non parlo a livello fisico, ma mentale, una trasformazione dell’anima: quei cambiamenti interiori che sentiamo di dover fare per noi stessi, che seppur dolorosi sono necessari, quei mutamenti che ci fanno crescere!
E’ che nella vita spesso sentiamo la necessità di cambiare perché talvolta le scelte fatte a vent’anni, che ci sembravano giuste, a trenta non lo sono più .
Perché a volte accontentarsi diventa difficile, rassegnarsi quasi impossibile..
E ci troviamo a lottare con noi stessi, a combattere con il complesso delle idee e delle mentalità proprie di una società che ancora sovente è troppo retrograda.
Eh già la mentalità, quell’insieme delle reazioni abituali, caratteristiche di un individuo o di una collettività di fronte ai problemi della vita..
Ma se riusciamo a superare le nostre paure, quelle angosce che ci attanagliano, quei dubbi, quello stato psicologico di incertezza e insicurezza, se smettiamo di lottare con i nostri demoni interiori allora potremo finalmente rinascere ed essere liberi, proprio come il bruco che, costretto a strisciare, può finalmente diventare farfalla e volare in alto ed anche se la sua vita durerà poco ma avrà goduto di questi attimi di libertà che valgono una vita intera!

 

 

Indossavo:
Dolcevita: Zara
Leggings: Calzedonia
Mantella: Dimensione Moda
Scarpe: Liu Jo
Calze: Tezenis
Borsa: O Bag
Cappello: No brand
Occhiali: Ray Ban

 

Best of 2016 : perché il meglio deve ancora venire!

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E così siamo arrivati anche al primo lunedì del nuovo anno.

Abbiamo desiderato che arrivasse questo tanto agognato 2017 riponendo in lui tutte le nostre speranze ed attribuendo al 2016 tutte le colpe, complice il fatto che era un anno bisesto e quindi funesto!
Ma la colpa non è degli anni, sono solo numeri e non possiamo certo dare la colpa a dei numeri dei nostri insuccessi, delle nostre insoddisfazioni, delle nostre frustrazioni o disgrazie.
Per me il 2016 non è stato ne migliore ne peggiore di altri.
Mi ha portato cose belle ed altre un po’ meno..

Tra le cose belle sicuramente c’è il mio blog che devo dire nel 2016 ha avuto tante soddisfazioni.
Oggi voglio ricordare i Look che mi sono piaciuti di più nello scorso anno.
Look semplici, forse anche un po’ banali, ma che hanno rappresentato sicuramente ciò che sono ed il mio stile.
Mi piace rivederli tutti insieme per confrontarli, anno dopo anno, per vedere come cambiano i gusti, le mode, le tendenze, perché si sa che c’è sempre un’evoluzione.

Noi cambiamo, o meglio invecchiamo, cambiamo i gusti, le mode e gli stili.. L’importante è che rimaniamo noi stessi, questo è quello che conta!

 

 
Vi auguro un buon lunedì ed un buon inizio d’anno 😊

 

Come vestirsi a Capodanno ?

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E dopo il dilemma di come vestirsi a Natale ( di cui vi avevo parlato QUI ) come vestirsi a Capodanno 2017?

Non importa spendere cifre esorbitanti per abiti che poi spesso finiscono in fondo all’armadio, quindi se hai un budget ridotto ma non vuoi passare inosservata nella notte più attesa dell’anno, puoi optare sui vestiti low cost.
Per il perfetto Look di Capodanno puoi puntare sugli abiti di Zara e Bershka ma anche H&M e Stradivarius o Pull&Bear, con le collezioni evening e party. Se il tempo è poco per andare per negozi e non ami particolarmente ritrovarti a fare shopping in mezzo a una marea di donne alla caccia del vestito perfetto, puoi sempre puntare sugli store online.
Troveremo abitini glitterati oro, argento o neri, in lurex, maglioncini o gonne lunghe con paillettes, ma anche pantaloni o leggings o le gonne di tulle.

Non dimenticarti che: lungo o corto poco importa, l’obiettivo è brillare o avere quel dettaglio di stile che ti farà sentire assolutamente divina!

E voi avete già scelto cosa indossare per la notte di capodanno o siete ancora in alto mare come me?

 

Non mi resta che augurare a tutti voi una buona festa e tantissimi auguri per un fantastico 2017!

 

Cene e pranzi di Natale, come mi vesto?

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Come vestirsi a Natale
Trovare il look giusto per Natale non è mai facile, perché vorremmo essere originali, ma ci sono anche delle tradizioni, come quella del rosso ad esempio, che non possiamo proprio non rispettare. Cosa fare? Non ci resta che aguzzare l’ingegno, anzi, il nostro innato istinto per la moda e trovare una soluzione che sia trendy, pratica e cool. Tranquille, non occorre spendere un capitale, basta fare i giusti abbinamenti e conferirgli quel tocco speciale che si addice ad un periodo come le feste di Natale.

Quindi, Come vestirsi bene a Natale?
Non possiamo vestirci in maniera inappropriata proprio durante le feste natalizie. Il look per Natale e Capodanno, ma anche per il pranzo del 26 dicembre ad esempio, vanno curati fino in fondo stando attente a non esagerare in certi casi, ma anche a non essere sotto tono. In primis, per capire come vestirsi bene a Natale occorre pensare al tipo di occasione che ci si prospetta: pranzo a casa in famiglia, tra amici o al ristorante, magari in un luogo chic. Ogni occasione ha il suo look giusto che può essere più o meno casual in base ai nostri gusti.

Moda Natale lowcost
Non occorre un capitale per vestirsi bene durante le feste di Natale. Bastano pochi accorgimenti ed il look prenderà subito nuova forma: dagli accessori, come clips per i capelli o fasce a tema, o semplicemente con dettagli Swarovski, sono uno dei trend di stagione, ma anche abbinare pezzi che abbiamo già con capi nuovi, può essere una soluzione.

Puntate su un capo che faccia subito festa, che sia un maglione rosso o un cappotto tartan, ma anche un make-up che sia più luminoso del solito. Se non potete rinunciare alla gonna scegliete un modello a pieghe in argento lurex, sarete trendy e chic, oltre che comode. Per chi non vuole rinunciare al lato più sexy delle feste particolare attenzione anche ai collant.

Abiti per Natale
Dai maglioni natalizi super ironici, il Look per Natale giusto dipende dal nostro stile e dal modo in cui prevediamo di festeggiarlo. La tradizione di indossare qualcosa di oro o rosso rimane, occorre dare un tocco magico al proprio look per entrare appieno nel mood natalizio. Se non volete spendere soldi comprando nuovi abiti puntate su un modello classico, possibilmente a tinta unita e giocate con gli accessori: dagli orecchini ai calzini, basta poco per rendere speciale anche l’outfit più semplice.

Abiti e accessori rossi per Natale
Un fiocchetto rosso tra i capelli, o un basco da parigina, un paio di scarpe Mary Jane in velluto, un maglione o una camicia, ma anche una borsa o un abitino, sono tanti i modi più o meno semplici, per introdurre il rosso nel nostro look di Natale. Se non siete abituati a usare i colori accesi nel vostro look optate per un rosso meno acceso come il il bordeaux, tra l’altro decisamente di tendenza nella stagione invernale. Il vostro outfit sarà subito più caloroso.

 

E voi, avete già scelto cosa indosserete durante le festività ? 😊

 

 

Golden experience

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L’oro è il colore più scintillante che ci sia e si propone puntualmente ogni anno con i suoi mille bagliori luccicanti. Abiti e accessori dorati e non solo. Non perdere l’occasione per illuminare le prossime feste natalizie.

Da quando Kate Moss ha osato indossarlo, il look dorato è tornato di moda.
Lo stile gold può sedurti grazie ai tessuti che propongono questa tinta e ai suoi numerosi accessori brillanti e irresistibili. Indossa i tuoi abiti dorati per le serate chic e fai come le icone della moda e le dive dello star system: sul tappeto rosso infatti, le celebrities non esitano più a scegliere il total look gold per essere sempre più glamour.

Vediamo insieme quali sono le tendenze più glam.

Il tregging dorato: la nuova versione dei leggings fa furore. Dato che allunga le gambe, indossalo con una camicia lunga o una tunica.
– L’abito dorato (attillato o a palloncino): da usare esclusivamente per le grandi occasioni (e solo se hai la vita sottile), dona un pizzico di eccentricità ad un look raffinato.
– Il giubbotto dorato: adatto alle fashioniste, il suo stile ricorda gli anni del liceo.
– Le scarpe dorate: ballerine, scarpe da ginnastica, scarpe con il tacco e stivali
– Se sei una donna attiva, usa una borsa dorata, che darà un po’ di pepe al tuo stile.
– Se sei una festaiola, la pochette dorata sarà la tua fedele alleata. Per essere ancora più glamour, scegli una pochette a paillettes, sottile e sbarazzina. Accorda anche il trucco, in modo leggero oppure più marcato se sei davvero una professionista del dorato.

 

E la borsa con i ricami dorati è l’accessorio che ho scelto per dare un tocco di luce, ma non solo per la sera, anche per il giorno!

Siamo entrati nella settimana che ci porterà dritti dritti al Natale, quindi buon inizio di settimana ❤️

P.S. Seguitemi su Instagram e su Instagram Stories nel mio daily 😊

 

Indossavo:
Pantaloni: Mixeri’
Giacca: Kocca
Stivaletti: Carmen’s
Borsa: Café Noir

 

Come fare regali di Natale originali ?

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Ed ecco che il conto alla rovescia è iniziato: meno 9 giorni a Natale !
Non so voi ma questo mese mi sta letteralmente scivolando via, tra gli impegni lavorativi, le corse per lo shopping pre-natalizio e per i regali di Natale, non ho mai tempo per fare nulla .. Ma poi è proprio questo il punto: i regali di Natale !!!!
Impossibile non farne, ai parenti ed amici più cari, ai fidanzati/mariti/mogli/amanti/boyfriend ecc..
In questo periodo inizia la corsa nei negozi dei centri commerciali affollati di gente, non so perché ma alla fine mi manca sempre qualcosa e mi riduco il 24 a correre come una pazza alla ricerca di non so bene cosa e finisco per comprare oggetti che non mi soddisfano!
Per me fare i regali è una cosa importante, non deve essere fatto tanto per fare, per ogni persona voglio qualcosa di speciale, non faccio mai regali uguali.

 

Quest’anno però mi sono stufata dei soliti pigiami, ciabatte o pantofole, sciarpe, guanti, vestaglie, calze, berretti, cappelli e tutti i soliti banali regali che ci sono stati donati già un centinaio di volte e che finiranno in fondo all’armadio ad occupare spazio!

 

Stavo cercando dei pensierini originali e girovagando per il web ho trovato questo sito che si chiama regali.it e qui potete trovare dei gadget e regalini davvero carini e a pochi soldini (il che non guasta mai) .
Io ho optato per una tazza a forma di obiettivo fotografico, poi ho scelto delle cuffiette per la doccia super colorate e a forma di simpatici animaletti, una pistola per “sparare” l’ora sul muro ed una tazza favolosa con il manico molto particolare direi!!

Ma vi assicuro che c’erano tantissime altre cosine deliziose, un po’ per tutti i generi: dalle più classiche, a quelle più simpatiche ed originali oppure idee per come addobbare e decorare le nostre feste, party e compleanni .

Vi consiglio di dare un’occhiata e nel frattempo vi allego le foto di ciò che ho trovato io!

Buono shopping! 😊

 

Come essere una parigina?

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Tempo fa ho acquistato un libro (uno dei tanti) ma questo mi incuriosiva parecchio, la guida alla “femminilità parigina” firmata da Caroline de Maigret e dalle sue tre amiche del cuore (Sophie Mas, Audrey Diwan, Anne Berest) dal titolo ” Come essere una parigina. Ovunque tu sia ” Dalle basi sul look (ma come si crea quel finto spettinato?) ai consigli più spirituali (un intero capitolo è dedicato a come coltivare la propria allure), quello che piace del libro di Caroline sono soprattutto l’ironia, l’irriverenza e la sfacciataggine verso tutte le lettrici, perché, come dice lei : «Si può arrivare da altri luoghi, ma tutte possono rinascere a Parigi».
Un brillante e vivace manuale che svela tutti i segreti per essere una parigina in qualunque momento ed in qualsiasi città : dal come e cosa mangiare, a come si conquista un uomo ( e come lo si abbandona al proprio destino eventualmente) a come sbronzarsi con classe e a come essere un po’ “stronze”! Ma qui vengono smontati anche molti luoghi comuni: la verità è che sono imperfette, pasticcione, approssimative ed in malafede.

Essere abitanti della Ville Lumiere, si può quindi, anche da lontano: qui sotto un estratto tratto da “Come essere una parigina. Ovunque tu sia” con i venti aforismi di Caroline.

Mettetevi alla prova: siete già delle parigine almeno nello spirito? Oui, bien sur!


Aforismi. Da recitare tutte le sere a letto, anche se ubriache

1. Non aver paura di invecchiare. Non aver paura di nulla. Solo della paura.

2. Trova il profumo che fa per te prima dei trent’anni. Indossalo per i successivi trenta.

3. Quando parli… Quando ridi…Nessuno deve sapere di che colore sono le tue gengive.

4. Scegli qualcosa che piace a tutti: l’opera, i gattini, le fragole… e inizia a detestarlo.

5. Se il tuo guardaroba prevede un solo maglione, che sia di cachemire.

6. Indossa sempre un reggiseno nero sotto la camicetta bianca. Come due note su uno spartito.

7. Bisogna vivere con il sesso opposto. E non contro di lui. A parte quando fai l’amore.

8. Sii infedele. Tradisci il tuo profumo. Ma solo quando fa freddo.

9. Nutrirsi di cultura . come mangiare frutta e verdura fresche: da’ un colorito roseo.

10. Sii consapevole dei tuoi pregi e dei tuoi difetti. Coltivali in segreto. Ma non innamorartene.

11. Nascondi la fatica. Tutto deve sembrare semplice e leggero.

12. Non esagerare con il trucco, con i colori e con gli accessori. Fai un bel respiro. Alleggerisci. Riduci.

13. Mantieni sempre almeno un particolare trasandato nel tuo look: il diavolo si nasconde nei dettagli.

14. Tu sei la tua eroina. Prima di tutto.

15. Tagliati i capelli da sola. O chiedi a tua sorella di farlo. . vero che conosci i parrucchieri delle star, ma per te sono solo degli amici.

16. Sii sempre “trombabile”. La domenica mattina in panetteria, o nel cuore della notte per comprare le sigarette o quando aspetti i bambini all’uscita da scuola. Non si sa mai.

17. Niente capelli bianchi. O tutti bianchi.

18. La moda domina il mondo. Le parigine dominano la moda. Sarà vero? Ma che importa, poi, il mondo ha bisogno di miti.

19. Nell’armadio niente mezzo tacco. Perché vivere a metà?

20. Nell’armadio: no al logo. Non sei un cartellone pubblicitario.

 

 
Buon lunedì ❤️

 

Calore avvolgente: la sciarpa

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Indossare la sciarpa per me equivale a sentire ancora addosso il tepore della coperta. Mi piace infatti l’idea di avere questo splendido accessorio girato intorno al collo a mò di collare e, quando il freddo punge, tirarlo fin sulla bocca. E’ un po’ come ritrovarsi nel calduccio del proprio letto, con il piumone fin sulla testa a tumularti viva e da cui è una inaudita violenza doversi allontanare. Così, al gran sacrificio a cui ognuna di noi (per i motivi più disparati!) è chiamata a far fronte ogni mattina alzandosi, io rispondo con una bella “imbacuccata” nello sciarpone! Che farci se mi consolo con poco?
Non tutti sanno però che questo capo ha origini molto antiche: le prime testimonianze lo vogliono indosso agli antichi romani circa 2.500 anni fa. La sciarpa veniva utilizzata prettamente dagli uomini e si trattava di una striscia di stoffa detta “sudarium”, legata in vita o messa al collo in estate, per detergere la pelle dal sudore. Era conosciuta anche in Cina dal III secolo a.C., come attestato dalle statue della celebre Armata dei guerrieri di terracotta della dinastia Qin Shi Huang. In questo caso, la striscia di stoffa rappresentava un segno distintivo del rango del guerriero. Altri soldati che, nell’antichità, fecero uso di sciarpe come scudo dal freddo furono i legionari romani dislocati in Gallia e nelle terre germaniche. Non da meno fecero i Franchi, i quali sfoggiarono una sorta di bandoliera chiamata “skerpa” annodata intorno al collo. Il termine si è poi evoluto nella parola francese moderna “echarpe”.
Nato quindi come accessorio bellico maschile, il capo ha subito una forte evoluzione. Dapprima la si ritrova in “veste” di cravatta al collo degli uomini francesi del 1600. L’intuizione, copiata da Luigi XIV che istituì un “cravattaio del re”, la si deve però ai mercenari croati che, nel corso della guerra dei Trent’anni, indossarono sulla divisa un foulard rosso o bianco come segno di fedeltà verso le proprie mogli. Tanto è vero che l’etimologia del termine cravatta deriva dal croato Krvat.
Nei secoli successivi la sciarpa, come ornamento per ripararsi dal freddo, fu adottato anche dalle donne. Napoleone Bonaparte donò alla moglie Giuseppina dei capi di cashmere acquistati nei suoi viaggi in India, contribuendo a diffonderne l’uso. Ovviamente, il tipo di stoffa e la relativa qualità variava tra le differenti classi sociali, permettendo di distinguere le persone più benestanti da quelle indigenti. Sul finire dell’800 le sciarpe sono diventate un accessorio di uso comune, utilizzato da donne e uomini di ogni ceto. Questi ultimi in particolare ne subirono il fascino grazie al “dandismo”, che rese la sciarpa un indispensabile sinonimo di eleganza.
Ormai è un accessorio “sdoganato”, utilizzato in tutte le condizioni climatiche anche e solo per puro vezzo. Ciò è consentito anche dalla varietà dei tessuti con cui questo accessorio è realizzato. Infatti, dalle prime sciarpe fatte a maglia e risalenti al 1783 presso il Ducato di Cracovia, a quelle di oggi prodotte con ogni tipo di materiale, notiamo quanti… colli abbia avvolto questo capo.
Accessorio amato ed imprescindibile del mio guardaroba e nei miei outfit, nel corso degli anni ho avuto modo di apprezzarne la qualità, il pregio e le fantasie di numerosi brand tra cui, in particolare, Manila Grace. Quel made in Italy che si è andato un po’ perdendo in favore di altri paesi è il fiore all’occhiello di questo gruppo, che opera nel fashion dal 1989. Come si legge sul sito “Un tessuto deve raccontare una storia. Ho bisogno di tattilità e morbidezza, la mia moda non deve provocare nessuno ossequio, al contrario, deve fare compagnia: vedo, tocco, compro e porto nel mio quotidiano”. A parlare è la fashion designer Alessia Santi che propone contaminazioni, sovrapposizioni, per una donna attiva, in continuo movimento ma che non vuole rinunciare a classe ed originalità. E che la femminilità proposta da Manila sia un mix di stili viene evidenziato anche dalle tinte e dai tessuti utilizzati, senza allontanarsi dal comfort, dalla contemporaneità, semplicità ed unicità dei capi proposti. La Società, ormai conosciuta ed apprezzata anche all’estero, è la mia “copertina di Linus”: non giro mai senza un loro foulard, accessorio di cui vanto una discreta collezione. Potrei propormi come ambasciatrice del brand o testimonial: mi accontenterei di sbirciare in anteprima le nuove collezioni, di provare le nuove proposte e… riciclare le “vecchie”, qualora avessero problemi a disfarsene!

Lanciata la mia proposta (affatto indecente!), mi riavvolgo nel mio ultimo acquisto effettuato nello store di Firenze, e mi accingo ad una passerella sul corridoio del mio ufficio… TAPPA: pausa pranzo!

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