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Sei cose da vedere a Cortina d’Ampezzo

Ultima puntata delle mie vacanze montane sulle Dolomiti.

Chi mi ha seguito sul mio profilo Instagram, alcune di queste foto le avrà già viste e nelle stories di Instagram avrete seguito giorno per giorno le mie “avventure” tra lunghe passeggiate, grandi abbuffate e bufere di neve !

Non sono una grande appassionata della montagna ( non me ne vogliano coloro i quali invece amano questi luoghi ) io sono più “da mare”, da spiagge tropicali, caldo, sole ed acque cristalline!

Ciò non toglie che Cortina d’Ampezzo sia sempre splendida e ci ritorno sempre volentieri!
Infatti QUI e QUI potete vedere le mie vacanze in montagna degli scorsi anni.

Quest’anno, da queste parti, la neve scarseggiava e si è fatta desiderare parecchio e in queste foto infatti il cielo era terso e il sole splendeva, peccato che però eravamo dieci gradi sotto lo zero!

Ma vediamo cosa si può fare a Cortina, cosa c’è da vedere, per chi come me non ama troppo lo sci!

Le tre cime di Lavaredo
Le tre cime di Lavaredo sono una “cartolina” delle Dolomiti, nel senso che sono il gruppo montuoso forse più rappresentativo dell’intera catena montuosa. Il loro profilo, con le tre cime che si fronteggiano sono uno spettacolo unico.

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Il lago di Misurina
Lago naturale più grande del Cadore che si trova a 1754 metri sul livello del mare, nella frazione di Auronzo. La bellezza di Misurina è incredibile in tutte le stagioni, dove ci sono svariati e caldi colori che regalano tramonti spettacolari.

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Messner museum
Il Museo Messner della Montagna (in lingua inglese Messner Moutain Museum) è un progetto di museo diffuso ideato dallo scalatore e alpinista alto-atesino Reinhold Messner che si sviluppa in cinque località dolomitiche.

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Le Tofane
Tra Cortina d’Ampezzo e San Vito di Cadore si ergono, maestose, le montagne del massiccio delle Tofane, la cui meridionale è attraversata dal Passo Falzarego.

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Il centro di Cortina
Il Corso Italia di Cortina rappresenta sicuramente la meta più esclusiva per lo shopping in città oltre che la strada ideale per una passeggiata nel tardo pomeriggio, quando la strada si anima di turisti che, dopo aver sciato si riversano in piazzetta, per un aperitivo o per una cioccolata calda.

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Stadio del ghiaccio
Visitare il caratteristico stadio del ghiaccio, dove gioca la locale e importante squadra di hockey e dove si può (a pagamento) noleggiare i pattini e lanciarsi in pista. Lo stadio è particolarmente meritevole per le tribune interamente in legno, cosa che dà alla struttura una speciale atmosfera un po’ retrò.

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Con un po’ di nostalgia per i bei momenti passati in vacanza, vi auguro un buon lunedì !

Visitare la diga del Vajont: dove si trova e come arrivare

Poco meno di un mese fa, sono andata qualche giorno in vacanza in montagna, nelle Dolomiti.
È stata un’occasione per visitare un luogo che avevo visto tanti anni fa ma ci tenevo a rivedere. Si tratta di un pezzo della storia italiana ( una triste storia a dire la verità ) : la diga del Vajont.

 

 

A Erto, uno dei paesi che costituiscono il territorio del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane, si trova la Diga del Vajont.

La Diga del Vajont è stata, putroppo, teatro della tragedia procurata dalla frana del monte Toc nel lago artificiale della diga che provocò morte e desolazione nella valle sottostante. Era il 9 ottobre 1963.

A memoria della tragedia è stato allestito il museo del Vajont visitabile presso il Centro Visite del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane di Erto e Casso e dal 2007 è stato aperto al pubblico il coronamento della diga.

L’organizzazione delle visite è affidata al Parco Naturale delle Dolomiti Friulane. Si potranno percorrere i primi venti metri di coronamento e osservare l’impressionanate scenario della frana del Monte Toc e della valle sottostante di Longarone, spazzata via in una notte.

 

9 Ottobre 1963 …Per non dimenticare

Il ricordo del Vajont amplifica la sua risonanza storica sui luoghi della memoria.
Per non dimenticare quell’assurda tragedia del 1963 si effettuano visite guidate nelle zone più colpite dove rimangono dei segni indelebili: oltre all’immensa frana, capitelli, chiesette, scheletri architettonici e impressionanti pavimenti di case antiche che ogni anno gli abitanti della valle puliscono dalle erbacce per farli riemergere insieme ai ricordi delle vite che lì ci abitavano.

 

 
Visitare la diga del Vajont: dove si trova e come arrivare

Al confine tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, immersa nello spettacolare scenario delle Dolomiti è possibile visitare la diga del Vajont, un muro di cemento alto 261m la cui costruzione, tra il 1957 ed il 1960, portò dopo soli 3 anni al disastro di Longarone. Ma dove si trova esattamente? E come è possibile arrivare?

Raggiungere la diga del Vajont con mezzi propri non è complicato ed accanto al centro informazioni turistiche è presente un’area dove poter parcheggiare. Trattandosi di una strada montana si raccomanda sempre la massima attenzione alla guida.

 

 

Come visitare la diga del Vajont: rivivere il disastro di Longarone

Per visitare la diga del Vajont potrete optare per due soluzioni,  vediamo quali.


Visitare la diga del Vajont
Avendo a disposizione poco tempo da dedicare a questa bella escursione potreste decidere di partecipare ad una visita guidata della diga, della durata di un’oretta, acquistabile direttamente presso l’ufficio informazioni turistiche situato in loco. Una guida vi racconterà le tematiche che portarono la diga del Vajont ad essere la causa del disastro di Longarone, inoltre sarete accompagnati lungo il coronamento della diga stessa.

Rivivere il disastro di Longarone visitando i luoghi della memoria
Una validissima alternativa che vi farà davvero rivivere tutti gli eventi che portarono al tragico disastro di Longarone è rappresentata dalla visita dei “Luoghi della memoria“, un’iniziativa della PRO LOCO che tramite una visita guidata vi permetterà non solo di visitare la diga del Vajont ma anche di conoscere tutti i siti di maggior rilievo collegati agli eventi di quel lontano 9 ottobre del 1963. Ciò che rende questa opzione molto interessante e da prendere assolutamente in considerazione sono gli “Informatori della memoria“,  un gruppo di guide formato da volontari superstiti della tragedia misto a giovani del luogo.
Per conoscere le date di questi eventi potete rivolgervi alla Pro Loco di Longarone. Inoltre, facendo di Longarone la vostra base di partenza, è possibile raggiungere diverse incantevoli mete delle dolomiti.

 

 

Se passate da quelle parti vi consiglio di fermarvi, anche solo ad ammirarla da lontano, ne vale la pena.

 

 

Cronaca di una vacanza sulla neve ( senza neve) !

Nel bel mezzo dell’inverno, ho infine imparato che vi era in me un’invincibile estate.
(Albert Camus)

 

 

E niente, se volevamo vedere la neve ( quella vera, non quella sparata dai cannoni sulle piste!) forse dovevamo andare ad Aspen in Colorado, perché qui non c’è verso, nemmeno se siamo sulle Dolomiti a quota 1200 metri!

E per fortuna che questi sono i giorni della merla ( i più freddi dell’anno), no perché qui sembra primavera inoltrata ( anche se siamo a fine gennaio), nemmeno un fiocco di neve anzi cielo limpido e sole che scalda!

Davvero un inverno anomalo, devo dire che non mi piace la montagna senza neve e non è solo un punto di vista estetico, bisogna considerare la qualità pessima dell’aria, piena di smog dovuta all’assenza di precipitazioni e al disastro ecologico/ambientale dovuto alle elevate temperature anche in alta quota, allo scioglimento dei ghiacciai ed alla siccità !!

Quindi, se non si va a sciare che si fa in montagna a gennaio ( che sembra aprile), sulle Dolomiti           (e invece sembra di essere in Liguria)???

In preda ad uno stato confusionale non ci rimaneva altro da fare che passeggiate chilometriche, struscio nella via principale di Cortina, mangiare, dormire e ancora mangiare!!!

 

Questo inverno che non sembra inverno ha anche dei lati positivi!

 

Buon inizio di settimana!!!

 

 

 

 

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