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NapoliModaDesign 2018

NAPOLI MODA DESIGN 2018, giunto alla terza edizione, è un evento che ha avuto luogo dal 5 al 12 maggio, che vede protagonisti il design e la moda insieme. Esposizioni / installazioni dislocate in una particolare “ CONTEMPORARY HOUSE” moda Design, progettate dall’architetto Maurizio Martiniello, all’interno dell’ex Università di Economia e Commercio, ora Centro Congressi Federico II, vicino al castello più antico della città di Napoli: Castel dell’Ovo. 500 mq dedicati ad una casa ideale, composta da una zona Living-Kitchen, Bathroom, Bedroom, 300 mq sala conferenza in cui si sono susseguiti approfondimenti, tavole rotonde su moda e design e una sala di 300 mq per sfilate e presentazioni di moda.

Atelier prestigiosi e note aziende del design hanno dato vita ad un calendario di eventi, sfilate e mostre tutti i giorni della settimana,

Tema di questa terza edizione infatti sono le “luxuryIdeas” ovvero il lusso analizzato e scomposto in tutte le sue sfumature: declinato sotto forma di immagine visiva o tattile, di emozione e oggetto prezioso, esperienza e relazione.

Sono davvero felice di aver potuto partecipare a questo favoloso evento.

Ho visto creazioni di design magnifiche e abiti spettacolari.

Poi si sa che moda e design  =  connubio perfetto!

Per vedere il video su YouTube clicca QUI

Vi lascio un po’ di foto e vi auguro buon fine settimana !

La mia Milano fashion week.. Riassumendo

Reduce dalla Milano fashion week che si è conclusa da poco, non vi parlerò delle singole sfilate che ho visto, ma vorrei invece farvi un breve riassunto dei colori e dei tessuti che andranno per la maggiore il prossimo autunno/inverno 2018/19.

Siete pronte?
Partiamo..

* Colori caldi come il rosso, il mattone, bordeaux e giallo, ma anche il grigio e il marrone.

* Ancora cappotti, lunghissimi, sotto al ginocchio, dal taglio maschile o con cintura in vita.

* Eco pellicce, sono un trend per l’anno prossimo, super colorate e molto vistose.

* I Pantaloni in ecopelle spopoleranno! Nei toni caldi, ruggine, miele, crema, ma anche in blu China.

* E poi ancora animalier come non mai, maculato, leopardato, tigrato e zebrato!

* I favolosi anni 80 tornano ( e io ne sono felice !!! ) quindi styling, volumi e pattern in armonia tra loro. Preparatevi ad eccessi fashion, in perfetto stile anni 80, spalline nei cappotti oversize, vita alta, anzi altissima, volant xxl, colori pop ( giallo e blu ) e torna pure il marsupio!!!

* Resta il must del principe di Galles per giacche, cappotti e pantaloni.

E a proposito di principe di Galles è proprio quello che ho deciso di indossare in una fredda giornata milanese in giro tra eventi, presentazioni e sfilate.
Un cappotto dal taglio maschile, a doppio petto in principe di Galles, pantaloni che richiamano il cappotto, un look sui toni del grigio a cui ho voluto dare un tocco di rosso con degli stivaletti calzino comodissimi (e si sa che il male ai piedi durante la fashion week è un classico!)
Che ne pensate dei trend che andranno per la maggiore l’anno prossimo?
Io personalmente sono rimasta soddisfatta.

Buon inizio di settimana a tutti voi ❤️

 

Indossavo:

Cappotto: Gaelle
Pantaloni: Tricky
Camicia: Twin Set
Cintura: LV
Cappello: Zara
Borsa: Gaelle
Scarpe: Stradivarius

 

Noi: l’altra faccia delle fashion blogger!

 

Si fa un gran parlare della settimana della moda e TUTTE, dico TUTTE, le riviste non fanno che propinarci articoli e foto dell’evento con tanto di look improponibili.

Facevo quindi una riflessione su quella che dovrebbe essere l’occasione per presentare le nuove linee e tendenze delle prossime stagioni e non il palco in cui esporsi al pubblico ludibrio.
Mi sembra infatti che quella delle sfilate sia diventata una sorta di miele per le “api più chiassose, eccentriche e falsamente alternative” dell’alveare della moda. Sembra che l’imperativo sia “stupire!”, anche a costo di farsi ritrarre con un abbigliamento che non adopererei nemmeno in caso di estrema necessità (piuttosto metterei in mostra le mie “non doti” nascoste!).

Eppure risultano di tendenza e vengono osannati nemmeno fossero gli ultimi esponenti di grido della haute couture mondiale. In realtà la cosa non dovrebbe stupirmi nemmeno più di tanto, considerato ciò che le riviste propongono e ciò che numerose fashion blogger indossano. Peccato che tutto ciò che sfogliamo, in svariate occasioni, non potrebbe risultare portabile in un ufficio né, tantomeno, per strada. Ho come la netta sensazione che un Direttore di una qualsiasi rivista fashion, nel dare il suo benestare alla messa in stampa di articoli e foto, non consideri il target femminile medio, quello della semplice impiegata o professionista, della mamma o casalinga, della pensionata.
Le riviste sembrano mirare ad un pubblico di blogger, di fashion victim (sotto i cui colpi, per carità, io sono la prima a cadere!), baipassando bellamente l’altra fetta di lettrici che, comunque, dovranno pur vestirsi!

Io e mia madre, ad esempio, non potremmo essere più diverse. Per fare un parallelo storico siamo la Sparta (mia madre!) e la Atene (io… anche a scuola l’ho sempre preferita!) della situazione: essenziale e sobria la prima quanto ridondante ed estrosa io. Sfogliamo però le stesse riviste, per curiosità, noia, alla ricerca di un qualche pezzo interessante che raramente cattura la nostra attenzione. E ci soffermiamo sulle stesse presentazioni di beauty e moda, scambiandoci opinioni a volte discordanti, ultimamente sempre più concordi. Alcuni outfit, infatti, sembrano improbabili persino alla sottoscritta che, in fatto di moda, ama sperimentare con tessuti, sovrapposizioni, colori e stili diversi. Presentarmi in ufficio con la lingerie in bella vista certo non mi consentirebbe una carriera più esplosiva ma causerebbe, piuttosto, una esplosione di ira del mio superiore; indossare delle mega zeppe o pump mi porterebbe poi alla disfatta definitiva in caso di tentata fuga. I giornali dovranno pur parlare e presentare qualcosa per “valere” quegli Euro che costano, ma mi chiedo perché non puntare, ogni tanto, sulla lettrice media, quella che la vita la fa, e non la vive soltanto su carta e social network.

E’ anche vero che siamo noi a creare il nostro stile, che si possono cogliere degli spunti da fare più o meno nostri. Però sarebbe bello trovare tra gli outfit di successo anche quelli delle ragazze comuni, che sfoggiano i loro capi, creazioni e via discorrendo, per correre a fare la spesa, ad accompagnare i figli a scuola o, più semplicemente, si recano nel loro noioso posto di lavoro ad affrontare un’ennesima, durissima disfatta cerebrale.

 

Per concludere quindi, nonostante una vita di corse (non da un set ad un altro, ma da un problema ad un altro!), una miriade di pensieri sui temi più disparati, le vere fashion addicted siamo noi, poiché abbiamo uno stile unico e personale per le giornate uguali e pur diverse che affrontiamo!

 

P.S.
In caso di shopping con poco budget vi consiglio di visitare www.outletup.com

 

 

Snow style

Eccoci, siamo di nuovo a lunedì! Un’altra settimana sta per iniziare. Anche se vorrei non fosse cosi, il tempo scorre eccessivamente veloce e le cose belle durano sempre troppo poco!
Una mia cliente mi disse, qualche settimana  fa, che il tempo è l’unica cosa giusta per tutti infatti scorre in ugual modo per ciascuno di noi , senza distinzione di classe sociale, politica o colore della pelle. Non potrei essere più d’accordo!

 

A questo proposito la settimana scorsa ci siamo presi qualche giorno di relax, ormai da qualche anno a questa parte dopo le festività natalizie, quando il lavoro ce lo permette, ci concediamo qualche giorno in tranquillità tra le Dolomiti.

 

A dire la verità quest’anno il freddo pungente ci ha reso difficile fare le lunghe passeggiate, che amo, chilometri e chilometri tra i sentieri innevati.
Il vento artico sferzava e le temperature erano davvero da Polo Nord, chi mi segue anche su Instagram ed Instagram stories ha visto il mio daily, dove vi mostravo che era davvero dura resistere fuori all’aperto!

 

 

E sempre chi mi ha seguito nelle stories di Instagram avrà notato che proprio in vacanza ho acquistato i boots che indosso in questi scatti, è stato un colpo di fulmine, mi sono piaciuti molto perché mi ricordano degli indianini con le frange estivi un po’ boho e non sembrano i soliti stivaletti da neve! In più con i saldi li ho pagati la metà !! Potevo mai abbandonarli al loro triste destino? Certo che no, sono venuti a casa con me!

 

 

In fondo un po’ di glamour non guasta mai, neanche se fuori siamo sotto zero e la neve o il ghiaccio ci circonda!

 

 
Buon inizio di settimana a tutti voi amici 😊

 

 

Indossavo:
Giacca: Peuterey
Cappello : No brand
Jeans: Kocca
Borsa: Louis Vuitton
Occhiali: Ray Ban
Stivali: Moon Boot

 

 

Calore avvolgente: la sciarpa

Indossare la sciarpa per me equivale a sentire ancora addosso il tepore della coperta. Mi piace infatti l’idea di avere questo splendido accessorio girato intorno al collo a mò di collare e, quando il freddo punge, tirarlo fin sulla bocca. E’ un po’ come ritrovarsi nel calduccio del proprio letto, con il piumone fin sulla testa a tumularti viva e da cui è una inaudita violenza doversi allontanare. Così, al gran sacrificio a cui ognuna di noi (per i motivi più disparati!) è chiamata a far fronte ogni mattina alzandosi, io rispondo con una bella “imbacuccata” nello sciarpone! Che farci se mi consolo con poco?
Non tutti sanno però che questo capo ha origini molto antiche: le prime testimonianze lo vogliono indosso agli antichi romani circa 2.500 anni fa. La sciarpa veniva utilizzata prettamente dagli uomini e si trattava di una striscia di stoffa detta “sudarium”, legata in vita o messa al collo in estate, per detergere la pelle dal sudore. Era conosciuta anche in Cina dal III secolo a.C., come attestato dalle statue della celebre Armata dei guerrieri di terracotta della dinastia Qin Shi Huang. In questo caso, la striscia di stoffa rappresentava un segno distintivo del rango del guerriero. Altri soldati che, nell’antichità, fecero uso di sciarpe come scudo dal freddo furono i legionari romani dislocati in Gallia e nelle terre germaniche. Non da meno fecero i Franchi, i quali sfoggiarono una sorta di bandoliera chiamata “skerpa” annodata intorno al collo. Il termine si è poi evoluto nella parola francese moderna “echarpe”.
Nato quindi come accessorio bellico maschile, il capo ha subito una forte evoluzione. Dapprima la si ritrova in “veste” di cravatta al collo degli uomini francesi del 1600. L’intuizione, copiata da Luigi XIV che istituì un “cravattaio del re”, la si deve però ai mercenari croati che, nel corso della guerra dei Trent’anni, indossarono sulla divisa un foulard rosso o bianco come segno di fedeltà verso le proprie mogli. Tanto è vero che l’etimologia del termine cravatta deriva dal croato Krvat.
Nei secoli successivi la sciarpa, come ornamento per ripararsi dal freddo, fu adottato anche dalle donne. Napoleone Bonaparte donò alla moglie Giuseppina dei capi di cashmere acquistati nei suoi viaggi in India, contribuendo a diffonderne l’uso. Ovviamente, il tipo di stoffa e la relativa qualità variava tra le differenti classi sociali, permettendo di distinguere le persone più benestanti da quelle indigenti. Sul finire dell’800 le sciarpe sono diventate un accessorio di uso comune, utilizzato da donne e uomini di ogni ceto. Questi ultimi in particolare ne subirono il fascino grazie al “dandismo”, che rese la sciarpa un indispensabile sinonimo di eleganza.
Ormai è un accessorio “sdoganato”, utilizzato in tutte le condizioni climatiche anche e solo per puro vezzo. Ciò è consentito anche dalla varietà dei tessuti con cui questo accessorio è realizzato. Infatti, dalle prime sciarpe fatte a maglia e risalenti al 1783 presso il Ducato di Cracovia, a quelle di oggi prodotte con ogni tipo di materiale, notiamo quanti… colli abbia avvolto questo capo.
Accessorio amato ed imprescindibile del mio guardaroba e nei miei outfit, nel corso degli anni ho avuto modo di apprezzarne la qualità, il pregio e le fantasie di numerosi brand tra cui, in particolare, Manila Grace. Quel made in Italy che si è andato un po’ perdendo in favore di altri paesi è il fiore all’occhiello di questo gruppo, che opera nel fashion dal 1989. Come si legge sul sito “Un tessuto deve raccontare una storia. Ho bisogno di tattilità e morbidezza, la mia moda non deve provocare nessuno ossequio, al contrario, deve fare compagnia: vedo, tocco, compro e porto nel mio quotidiano”. A parlare è la fashion designer Alessia Santi che propone contaminazioni, sovrapposizioni, per una donna attiva, in continuo movimento ma che non vuole rinunciare a classe ed originalità. E che la femminilità proposta da Manila sia un mix di stili viene evidenziato anche dalle tinte e dai tessuti utilizzati, senza allontanarsi dal comfort, dalla contemporaneità, semplicità ed unicità dei capi proposti. La Società, ormai conosciuta ed apprezzata anche all’estero, è la mia “copertina di Linus”: non giro mai senza un loro foulard, accessorio di cui vanto una discreta collezione. Potrei propormi come ambasciatrice del brand o testimonial: mi accontenterei di sbirciare in anteprima le nuove collezioni, di provare le nuove proposte e… riciclare le “vecchie”, qualora avessero problemi a disfarsene!

Lanciata la mia proposta (affatto indecente!), mi riavvolgo nel mio ultimo acquisto effettuato nello store di Firenze, e mi accingo ad una passerella sul corridoio del mio ufficio… TAPPA: pausa pranzo!

Borse Gabs: gioia, dinamismo, colore ed innovazione

E siamo così arrivati ( non so bene come, a dir la verità, visto che questo secondo semestre è letteralmente volato) all’ultimo mese dell’anno, il mese delle festività natalizie, delle cioccolate calde, delle candele aromatizzate alla cannella, dei biscotti di pasta frolla, delle “addio diete tanto da gennaio mi rimetto a regime” e dei mercatini di Natale .
Ma oggi no!
Non vi parlerò di nulla di tutto questo, oggi nessuna banalità, niente di scontato, di ordinario o comune.
Vi voglio parlare di borse, di un brand tutto Made in italy, assolutamente non convenzionale, giovane, le cui creazioni avevo già avuto il piacere di indossarle QUI e QUI

Gabs
Gabs rappresenta il migliore Made in Italy per creatività, innovazione e alta qualità.
Un progetto vero e proprio costruito attorno al concetto di trasformazione e dove originalità e autenticità vanno di pari passo con le parole ironia e colore.
La trasformazione inizia dal nome: si spostano due lettere e bAGs diventa Gabs. Così le clips turchesi, elemento distintivo del brand, reinventano ogni modello, rendendolo compatto oppure donando nuove forme e volumi.
Una ventata di gioco, ironia e allegria per oggetti versatili, funzionali e …moltiplicabili.
Gabs nasce a Firenze nel 2000 da un’idea di Franco Gabbrielli.

Oggi Gabs è un marchio di riferimento nella pelletteria italiana, che esce da tutti gli schemi convenzionali e che da sempre è sinonimo di colore, versatilità e innovazione.

Gli Ingredienti
Sorpresa e divertimento
Gabs si trasforma e cambia forma per divertire e sorprendere: è un gioco che rinnova sempre la sorpresa, strappa ogni volta un sorriso. Ogni modello Gabs è un passe-partout che annulla monotonia e conformismo, ed è unico grazie ad un concept di trasformabilità: da borsa piatta a secchiello, a bauletto; 3 borse diverse in una, grazie ad un gioco di bottoni a clip turchesi, simbolo del brand.

Made in Italy with love
Ogni borsa Gabs è pensata, creata e prodotta con amore in Italia.
Le pelli pregiate, insieme materiali tecnici e innovativi, vengono lavorate in Italia, per dare vita a borse che stupiscono ogni volta per la loro qualità, unicità e ricercatezza nel design e nelle forme. Ogni prodotto Gabs Franco Gabbrielli racchiude in sé tutto il meglio della tradizione pellettiera italiana: qualità dei materiali, eleganza dello stile, funzionalità del design. Il tutto condito dall’amore e dalla creatività puramente italiana, per offrire alle donne di tutto il mondo oggetti glamour, divertenti e pratici.

Colore e Fantasia
Il mondo Gabs è una continua esplosione di colore e fantasia, uniti alla gioia e alla genialità creativa e alla semplicità di ogni modello. Oltre 6.000 varianti di colore e di materiali per offrire a tutte le donne del mondo esattamente ciò che stanno cercando: una borsa che le rispecchi e le accompagni in ogni momento della giornata, come espressione del proprio stile ed eleganza.
Gabs è trasformazione, gioia, vita, dinamismo, innovazione.


Io ho scelto un modello coloratissimo, in cavallino e pelle, a  cui ho abbinato dei panta culotte, dei mocassini blu e grigi con calzini glitterati, una maglia monospalla color argento e una cappa in pelliccia blu.

Un Look pazzerello per iniziare questo mese con un tocco di originalità e di colore!
Buon inizio di settimana 😊

 

Indossavo:
Pantaloni: Mixeri’
Maglia: Zara
Mantella: No brand
Scarpe: Carmen’s
Borsa: Gabs
Calze: Calzedonia
Occhiali: Marc Jacobs

 

 

Come mixare gli anni 60, 70 passando per gli 80 e arrivando al terzo millennio ?

Dalle passerelle per l’autunno inverno abbiamo trovato riferimenti agli anni 60, 70 ed anche 80, però con uno stile chic, più o meno bohemienne, più o meno hippie, ma sempre con un’allure di sofisticata eleganza.

La moda ci permette di ritornare indietro nel tempo ed indossare capi ispirati al look vivace dei favolosi anni ‘70 e quei capi eleganti e raffinati tipici degli anni 60.
Per ricordare il mood vintage di quegli anni non dobbiamo più guardare con nostalgia le foto delle nostre mamme o nonne, ma lasciarci ispirare dalle passerelle dell’ultima stagione per capire che il must sarà proprio lo stile geometrico tanto in voga negli anni ’70. Parola d’ordine dei Seventies: colore! Sì, il colore trionfava in tutte le sue sfumature, anche quelle più accese. E come dimenticare le famose stampe geometriche, diagonali, rette, con rombi o triangoli che caratterizzava tutti gli abiti Seventies’ style? Anche il tema floreale era ricorrente: piccoli o grandi i fiori, assieme ai motivi geometrici, rappresentavano il simbolo di una moda libera e trasgressiva.

Come essere una Seventies’ girl
Come avere un perfetto look anni ’70? Lo stile era un po’ gipsy, le gonne si portavano rigorosamente svasate e i pantaloni a zampa di elefante; gli stilisti hanno riproposto questo trend con le “tute”, salopette o meglio jumpsuit che ricordano perfettamente quelle portate dalle ragazze in quegli anni, magari in denim, sebbene i colori riproposti oggi siano meno intensi. Anche i pantaloncini sono nati in quegli anni e la vita era decisamente alta; oggi possiamo indossare shorts sia d’estate che d’inverno. Oltre agli hot pants, che venivano spesso ricavati da vecchi jeans, possiamo riprodurre il mood vintage scegliendo un capo sempre in voga: la minigonna, che sia corta o cortissima, ormai è entrata nel nostro guardaroba come pezzo forte di un look sexy e femminile.
Gli anni 70 continuano a influenzare la moda di oggi: tutti i più grandi stilisti, amanti della creatività che si respirava in quegli anni, cercano di imitare e rendere attuali i modelli e i capi che si portavano in quel magico decennio.

Scarpe e accessori in stile anni ’70
Gli accessori, le acconciature, per non parlare delle scarpe, tutto risente dell’influenza della moda di quegli anni tornati prepotentemente attuali. Abbiamo ammirato sulle passerelle zeppe altissime e coloratissime: un modello di scarpe che trionfava ai piedi delle nostre mamme o nonne, ora più che mai attuale, sarà un must della prossima estate assieme alla versione rivisitata dei mitici zoccoli di legno o clogs, che da sempre sono il simbolo delle scarpe anni ’70. E per un look più casual torna la bandana, riproposta oggi in versione hair-band sempre coloratissima da portare sulle chiome sciolte per uno stile hippy-chic.

Mentre i ’60 si caratterizzano per i raccolti, chignon e code di cavallo in forme e fogge diversissime, negli anni Settanta la voglia di libertà investe anche le acconciature, che si liberano da qualunque legame. I capelli cadono sciolti e lunghi sopra e oltre le spalle, con finiture più o meno ordinate.

Quello che vi propongo oggi è un mix con ispirazione a diversi decenni: dagli anni 60 del bolerino a pois con manica a tre/quarti con l’allacciatura solo sopra, alla camicia con stampa geometrica dai colori accesi che vanno dal rosa, al mattone al rosso ed al nero, ai pants culotte a vita alta proposti nelle ultime stagioni, al mocassino con frange portato con un calzino glitterato che fa molto anni 80..
Anche la borsa è un classico mood ripreso dagli anni passati.
Una sorta di mix and match tra le varie epoche e stili del passato.

Vi auguro un buon inizio di settimana

 

 
Indossavo:
Bolero: Kocca
Camicia: Jucca
Pantaloni: Mixeri’
Scarpe: Carmen’s
Calze: Calzedonia
Borsa: Café Noir
Occhiali: Marc Jacobs

 

Beatles english style glam rock

Continua la sperimentazione su nuovi stili ed accessori.
Nel post della settimana scorsa avevo provato a cimentarmi in uno stile che forse non era proprio il mio, vi ricordate? Per chi se lo fosse perso lo può rivedere QUI

Credo che a volte sia bello provare cose nuove, cambiare e modificare ciò che noi pensiamo sia il “nostro stile”, perché spesso questo ci serve a capire se il cambiamento ci può migliorare o in caso contrario si può sempre tornare sui nostri passi magari modificando anche solo leggermente qualcosa.

Come avrete capito, mi piace spesso cambiare ( basta guardare ciò che combino con i capelli!) sono in continua evoluzione, non so stare ferma … MAI!
Per l’abbigliamento e gli accessori vale la stessa cosa, mi piace provare e anche osare, avere lo stesso stile sempre non fa per me, mi annoierei tremendamente!

Oggi ho optato per un abito un po’ glam rock ( l’avevo già indossato QUI) composto da un bustino in tessuto elasticizzato e da una gonna di pizzo nero su fondo neutro.
A questo ho poi abbinato degli stivaletti beatles english style, un cappello di feltro blu ed uno zainetto di pelle nera.

Che dite, esperimento riuscito?
Buona settimana 😊

 

 
Indossavo:
Abito: Liu Jo
Scarpe: Nero Giardini
Zaino: Café Noir
Cappello: No brand
Occhiali: Rayban

 

Make-up d’autunno

Ed eccoci arrivati a venerdì, il week end si avvicina e noi ci prepariamo al meglio ad affrontarlo.
Oggi voglio parlarvi di alcuni prodotti per il make-up che ho testato per voi: un primer, un fondotinta ed una cipria tutti dello stesso brand, Kiko.

Passata la stagione estiva, quella in cui forse ci si trucca il viso un po’ meno perché si è abbronzate o perché ad alcune non piace truccarsi quando fa troppo caldo ed il trucco “cola”, è arrivato l’autunno e con la nuova stagione torna la voglia di avere un make-up adatto alla nostra pelle che specialmente in questo periodo richiede maggiore cure.

 

Sappiamo che con i cambiamenti di stagione e di temperature dobbiamo dedicare qualche attenzione in più alla nostra pelle che richiede sicuramente più idratazione .

 

Partiamo dal primer che è molto importante come base per iniziare il nostro make-up, spesso erroneamente sottovalutato o snobbato, ma senza il quale il nostro trucco non risulterebbe fresco ed idratato.
Questa formula di Kiko si presenta come una crema fluida, non oleosa, opacizzante, adatta a pelli normali o miste che non unge e ci da un’ottima base per proseguire il nostro make-up . Inoltre contiene acido jaluronico .

Proseguiamo con il fondotinta di Kiko second Skin ovvero seconda pelle, che si presenta liquido ma perfettamente coprente e non grasso.

Per l’ultimo tocco finale abbiamo la cipria Kiko, in polvere, illuminante.

 

La mia valutazione finale dopo aver testato questi prodotti è sicuramente positiva, il make-up risulta molto naturale ma nello stesso tempo copre tutte le imperfezioni rendendo la pelle più fresca e idratata.
In più questi prodotti hanno un ottimo rapporto qualità prezzo il che non guasta di certo.
Che ne pensate di questo brand? Avete mai provato questi prodotti?
Buon fine settimana 😊

 

Qualità, stile e cultura del Made in italy

Buongiorno e bentornati sul mio blog 😊
Oggi voglio parlarvi di un argomento che amo molto, di scarpe ed in particolare delle mie amate décolleté!

Circa un paio d’anni fa ho scoperto un brand che non conoscevo, ammetto la mia ignoranza, le cui scarpe hanno la caratteristica principale di essere molto raffinate e di classe, con un’estetica ed un gusto fortemente italiano, con materiali ricercati e glamour.
Il brand in questione è Marc Ellis e voglio accennarvi brevemente come nasce.

Il successo globale del marchio MARC ELLIS affonda le sue radici nel lontano 1929, in un piccolo laboratorio artigianale di scarpe dove il giovane Mario Troise produce i suoi primi modelli. 
Mario Troise lavorava alacremente, ricercando sempre nuovi materiali e progettando modelli che rispondessero alla sua idea di estetica e fascino, progettando di portare in alto la sua azienda, ma probabilmente non immaginava il successo internazionale che poi avrebbe raggiunto.
Seguendo il faro dell’eleganza coniugata alla comodità, nascono i marchi DON FRANCISCO E DON PABLO’S. Negli anni ’70 la produzione diventa massiccia, alla fine degli anni ’90 la richiesta impone una produzione giornaliera che supera le 5.000 paia al giorno… La scarpa Troise è riconosciuta internazionalmente come un prodotto di lusso, pregiato per qualità e desiderabile per il glamour che effonde.
In pochi anni, il brand MARC ELLIS si è affermato prepotentemente in Italia e all’estero, attestando la sua presenza sul mercato asiatico, americano e russo. Riceve riconoscimento e apprezzamento costante dalle principali testate opinion leader del settore quali Vogue, Flair e Glamour.
80 anni fa nasceva una piccola realtà imprenditoriale innovativa e di qualità, oggi MARC ELLIS rappresenta un brand affermato e riconosciuto, che offre al cliente un prodotto foriero di significati, moderno nella concezione e anticipatore nello stile, un progetto rivolto alla globalizzazione ma sempre nell’ottica dell’italian style.

STILE E CULTURA 
DEL MADE IN ITALY

La scarpa MARC ELLIS è un prodotto calzaturiero artigianale, il frutto di una lunga ideazione, scelte creative all’insegna dell’estetica pura e un gusto fortemente italiano. Il made in Italy è una garanzia di qualità e stile, che il brand MARC ELLIS esporta nel mondo con orgoglio. Alla tradizione artigianale, si aggiunge però la personalità del marchio, identificabile con l’estrosità fuori dagli schemi, la ricerca di materiali innovativi combinata a forme uniche e originali.
Questa cultura, fatta di tradizione e intraprendenza, genera un prodotto carismatico, che si proietta nel futuro pur assolvendo alla sua funzione di accoglienza: la scarpa MARC ELLIS, il lusso in evoluzione.

Le décolleté che indosso sono proprio di questo brand, scamosciate nere la cui originalità sta nel tacco di metallo, dalla forma particolare che rende la scarpa davvero molto glamour

L’abito che ho scelto da abbinare con queste scarpe è un mini dress nero con un tessuto lucido, gli accessori sono una cintura con fascia elastica e un mini secchiello.
Un total black esaltato da queste meravigliose scarpe.
Buon inizio di settimana

 

Indossavo:

Abito: Guess
Scarpe: Marc Ellis
Borsa: Café Noir
Occhiali: Rayban
Cintura: No brand

 

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