Glitter & Champagne

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Come realizzare una torta ad effetto wow? Con il nostro show cooking!

E così anche quest’anno siamo arrivati alla Vigilia di Natale.

Per me è stato un anno ricco di impegni, davvero molto impegnativo ma con tantissime soddisfazioni a partire dal mio libro, un sogno che si realizza, agli eventi e workshop organizzati con la collaborazione di altre blogger, alla mia intervista radiofonica che puoi vedere QUI.

L’ultimo evento di quest’anno è stato una decina di giorni fa, uno show cooking in collaborazione con Elisabetta food blogger di BRICIOLE DI MUFFIN.

Abbiamo creato una vera e propria lezione di cucina dove Elisabetta ci ha fatto vedere una ricetta passo passo di un dolce natalizio con decorazione ad effetto wow! Spesso le persone sono un po’ stanche del solito panettone farcito da proporre per le feste e quindi abbiamo deciso di realizzare  qualcosa di diverso, semplice da riprodurre, alla portata di tutti ma nello stesso tempo non banale! E così è nata l’idea di questo dolce e di creare uno show cooking per mostrare come potesse essere davvero facile fare un dolce bello e buono.

Elisabetta ci ha quindi mostrato come realizzare una sponge cake da farcire con una crema di mascarpone e panna con decorazione a tema natalizio brinata cioè ad effetto ghiaccio. Ovviamente il tema era proprio fare una torta buona ma anche “fashion” cioè che fosse esteticamente curata e bella. Una vera meraviglia per gli occhi e per il palato, si perché alla fine della lezione abbiamo assaggiato il dolce e brindato tutte insieme ed effettivamente era super buono.

Devo dire che è stato molto interessante, ringrazio tutte le partecipanti ma sarà un arrivederci a presto perché abbiamo in programma altri eventi dolcissimi e molto fashion dal 2019!

Questo è l’ultimo articolo per quest’anno, devo ringraziarvi di cuore per l’affetto che mi dimostrate seguendo sempre il mio blog, vi auguro un sereno Natale e che possa essere uno splendido 2019!

Arrivederci a gennaio!

La focaccia Pasquale: l’alternativa veneta alla colomba

Qualche tempo fa sono stata invitata ad assaggiare un prodotto dolciario mai provato prima: la focaccia (dolce) pasquale. Incuriosita dal nome non mi sono certo fatta pregare ed ora vi dico cosa ne penso.

Fraccaro Spumadoro nasce nel 1932, quando Elena e Giovanni Fraccaro fondano una panetteria all’interno delle mura di Castelfranco Veneto, dando inizio a una tradizione dolciaria con un futuro promettente.

L’azienda Fraccaro Spumadoro produce dolci con lievito madre dal 1932. Si tratta di un’azienda familiare che produce artigianalmente i propri prodotti, pur essendosi trasformata nel tempo in un’industria dolciaria. Il segreto del sapore dei suoi prodotti sta proprio in questa doppia anima.

La Focaccia Carta Verde, l’alternativa veneta alla Colomba Pasquale.

La Focaccia era originariamente il dolce dei poveri. In occasione delle feste veniva preso l’impasto base del pane e gli venivano aggiunte uova, burro e zucchero in quantità moderata per non far aumentare troppo il prezzo. Poi il dolce veniva cotto nei forni a legna.
Fraccaro ha creato una Focaccia davvero unica. Solo materie prime di elevata qualità per realizzare un morbido impasto profumato. Gradevolmente dolce, ha una delicata glassatura di granella di zucchero. Tale è l’apprezzamento dei clienti per questo prodotto che è diventato disponibile tutto l’anno, non solo nel periodo Pasquale, diventando uno dei prodotti di punta della produzione dolciaria di Fraccaro.

A me è piaciuta molto, leggera, per chi come me non sopporta ne i canditi all’interno, ne le mandorle sopra come nelle classiche colombe, l’ho trovata l’ideale per le mie colazioni accompagnata da un bel cappuccino.
Peccato sia già finita!
Buon fine settimana a tutti voi!

 

Il miglior ristorante del mondo, un orgoglio tutto italiano

The World’s 50 Best Restaurants è una classifica annuale dei cinquanta migliori ristoranti al mondo, stilata dal mensile britannico Restaurant, basata su un sondaggio che coinvolge chef, ristoratori, cultori e critici culinari internazionali. In aggiunta alla graduatoria principale, la lista “Chef’s Choice” viene redatta sui voti dei cinquanta chef presenti nella classifica dell’anno precedente. I migliori ristoranti sono spesso precursori della gastronomia molecolare, e la maggior parte serve haute cuisine.
Il primo posto della classifica, negli anni, è stato dominata da elBulli e Noma. Nel 2002 e negli anni 2006–2009, elBulli venne definito il miglior ristorante al mondo, vincendo più volte rispetto ad ogni altro ristorante. Negli anni successivi si affaccia sul podio il ristorante modenese Osteria Francescana, che sale al secondo posto nel 2015, ed al primo nel 2016. Nel 2017 il titolo di primo classificato va a Eleven Madison Park a New York , secondo posto Osteria Francescana e terzo El Celler De Can Roca a Girona Spagna

OSTERIA FRANCESCANA

Situato nelle vicinanze della chiesa di San Francesco (da cui il nome), il locale era già esistente già negli anni 1950 ed era una delle piole del centro cittadino, ovvero un’osteria con tavolacci in legno e vino in caraffa, dove si giocava a carte e si pranzava a basso costo. Delle varie osterie della città, la Francescana in particolare era considerata un ritrovo per gli uomini del “sottoproletariato” e per donne di dubbia reputazione. Attorno agli anni 1980, sulla scorta dei mutamenti sociali, divenne una sorta di birreria. Nel 1995 venne rilevata da Massimo Bottura.
Dal novembre 2011 l’Osteria Francescana vanta tre stelle sulla Guida Michelin e i punteggi più alti sulle principali guide italiane del settore.
Dopo essersi classificato al terzo posto nel 2013 e 2014, e al secondo posto nel 2015, nel 2016 l’Osteria Francescana raggiunge la prima posizione nella classifica del premio “The San Pellegrino World’s 50 Best Restaurants” del periodico britannico Restaurant con la seguente motivazione:
« In un paese in cui la cultura del cibo è profondamente conservatrice, Bottura ha avviato un percorso audace e talvolta controverso raccogliendo poi consensi in tutto il mondo e conquistando anche la critica italiana »

 
Un altro orgoglio tutto italiano!

 

Apelle figlia di Apollo

Quanto mi piace questa via di Ferrara, via delle Volte, nel cuore medievale della città, immersi in un contento unico, intriso di storia e fascino.

 

Oltre ai magazzini e alle botteghe dei mercanti, questa via in passato era conosciuta come via dei bordelli : qui, lontano da occhi indiscreti, si concentravano le case d’appuntamento della città e di tutte quelle attività che non richiedevano eccessiva pubblicità, soprattutto in una città governata per secoli dallo Stato Pontificio.

 

Questa via emana un non so che di magico, percorrerla è come un fare un tuffo nel passato anche se oggi le antiche botteghe o le case di appuntamento non ci sono più, possiamo trovare al loro posto locali, localini alla moda, osterie e trattorie..

 

Poco lontano da lì si trova uno di questi locali : Apelle

 

Ad Apelle si possono mangiare piatti gourmet e hamburger al bancone oppure bere un cocktail seduti sulle sedie di una scuola media francese degli anni ’30, su tavoli costruiti con legno vecchio di cent’anni, ascoltando playlist sempre diverse.
Un locale che possiamo definire alla moda, alternativo, eclettico, vintage e moderno allo stesso tempo, con piatti tradizionali ma rivisitati in chiave decisamente trendy!
Fuori dagli schemi ma da provare assolutamente!

 
QUI potete vedere un altro mio articolo su un altro ristorante di Ferrara decisamente agli antipodi con questo di cui vi ho parlato oggi! Due facce di una stessa medaglia: la protagonista, lei, Via delle Volte! 

 
Buon lunedì 😁

 

 

 

Indossavo:
Abito: Twin Set
Sandali : handmade Toscana
Borsa Moschino

 

Crostata vegana di fragole

È da parecchio che non posto sul blog la ricettina di un dolcetto.
Oggi lo voglio fare con la ricetta di una crostata vegana con marmellata di fragole e fragole fresche  a pezzi.

Ho usato la marmellata di fragole che ho fatto io l’anno scorso (l’ultimo vasetto della stagione!) ed ho apportato qualche modifica alla ricetta originale.
Come potrete vedere dalle foto, la torta non è perfettamente rotonda ma ha una forma “irregolare”! Questo è dato dalla difficoltà che ho avuto nello stendere l’impasto ed ho capito che probabilmente avrei dovuto aggiungere un po’ più di latte di soia, se a voi succede potete tranquillamente aggiungerlo.
Questa è una torta sicuramente salutare non contenendo uova, burro, latte o zucchero bianco, leggera ed adatta alla colazione.

Se volete vedere le altre mie torte vegane le trovate QUI, QUI e QUI.
Buon appetito ❤

 

 
Ricetta:
150 grammi di farina ( che io ho sostituito con farina integrale)
250 grammi di farina di grano saraceno ( che io ho sostituito con quella di farro )
1/2 bustina di lievito
Un pizzico di sale
Un pizzico di cannella
La buccia di un limone grattugiata

Amalgamare questi ingredienti e a parte unire

50 grammi di zucchero di canna
45 grammi di olio di semi
45 di latte vegetale ( io ho usato latte di soia alla vaniglia)

Amalgamate questi ingredienti ed aggiungeteli ai secchi impastandoli.
Lavare e tagliare le fragole a pezzetti, creare la base della crostata con una parte dell’impasto, ricoprire la base con la marmellata di fragole, aggiungere le fragole a pezzi e premerle sulla base, ricoprire con il rimanente impasto e pressarlo un po’.
Infornate a 180 gradi per 30 minuti circa.

 

 

E come dice colei che mi ha dato la ricetta: fate raffreddare prima di divorarla!

 

Via delle Volte e il Mandolino: alla scoperta di Ferrara

 

“Priva di marciapiedi, il ciottolato pieno di buche, la strada appariva anche più buia del solito. Mentre avanzavamo quasi a tentoni, e con l’unico aiuto, per dirigerci, della luce che usciva dai portoncini socchiusi dei bordelli”
Così la descrive Giorgio Bassani, nel suo capolavoro Il giardino dei Finzi-Contini.

 

Via delle Volte si trova nel centro medievale di Ferrara e prende il nome dai numerosi archi e passaggi sospesi che la attraversano.
La suggestiva fuga di archi risale soprattutto ai secoli XIII e XIV, ma il tracciato rettilineo della strada, che inizia ad ovest con via Capo delle Volte e si conclude ad est confluendo nella via Coperta (anche se oggi il percorso è interrotto), risale al più antico sviluppo urbano che costeggiava il Po di allora, prima che deviasse nel 1152. Un tempo non molto lontano era nota anche come la via delle prostitute, e alcuni detti popolari ancora vi fanno riferimento. Oggi tuttavia di questa sua antica funzione non è rimasto nulla, se non una certa atmosfera che ancora vi si respira.

 
Ma nel cuore di Ferrara, in pieno quartiere medievale di Via delle Volte, c’è un’insegna che segnala questa caratteristica trattoria “Il Mandolino” condotta con amore dalla signora Afra (vera figlia d’arte) mamma Noemi infatti ha gestito per anni una storica trattoria.
Caratteristica del locale è la miriade di oggetti, quadri, fotografie e bigliettini lasciati dagli innumerevoli ospiti, anche famosi, che passati di qui hanno voluto testimoniare il loro apprezzamento per l’ospitalità ricevuta.
L’atmosfera accogliente e un po’ rustica, fa da contorno agli intensi profumi di una cucina autenticamente casalinga, fatta di sapori a volte dimenticati che qui ritrovano la loro giusta dimensione: pinzini fritti e salumi del territorio, lasagne verdi, cappellacci e cappelletti, arrosti e salama da sugo, tenerina e budino all’amaretto.

 

 
Se passate a visitare questa città d’arte ( di cui vi ho parlato anche QUI ) vi consiglio di fermarvi in questo ristorante, non ve ne pentirete assolutamente!

Buon fine settimana e Buona Pasqua a tutti voi !

 

 

 

Ciambella vegana alle pere

Buongiorno e ben ritrovati sul mio blog.

È da un po’ che non posto una ricettina light, ma proprio giorni fa ho fatto una torta vegana ( quindi senza uova, latte e burro) molto sfiziosa.
Pur non essendo io vegana, mi piace ogni tanto fare qualche torta veg, magari per la colazione, perché sono sicuramente più leggere e meno caloriche.
Oggi vi posto la ricetta di una ciambella con le pere, la ricetta è la stessa che avevo usato QUI e QUI ma con la variante di aver usato il latte di soia al cioccolato ( che con le pere ci stava a pennello !!)
Se non avete mai provato una torta vegana ve la consiglio!

 

Ingredienti:


* 2 Pere


* 300 gr di farina integrale


* 1 bustina di lievito per dolci


* 140 gr di zucchero di canna


* 120 ml di latte di soia al cioccolato


* 120 ml di olio di semi

 

Mescolate insieme tutti gli ingredienti secchi ( farina, zucchero e lievito), miscelate il latte di soia e l’olio insieme e versatelo sugli ingredienti secchi amalgamandoli per bene.
Sbucciate le pere, tagliatene metà a fettine sottili, il resto invece tagliatele a cubetti piccoli.
Incorporate i cubetti nell’impasto, versate l’impasto in una tortiera con carta forno, decorate la superficie con le fettine di pera ed infornate a 180 gradi per 35/40 minuti.
Spolverizzate ( una volta raffreddata ) con zucchero a velo.

 
Buon appetito 😀

 

Integriamoci : gli integratori alimentari funzionano davvero ?

Chi non ha mai provato, almeno una volta, un integratore alimentare? Queste piccole compresse o bevande, assunte prima o dopo i pasti con abbondante acqua, avrebbero lo scopo di sopperire a presunte mancanze di sostanze nel nostro organismo, oppure sarebbero coadiuvanti nell’ambito di un regime dietetico ipocalorico (non come sostitutive del pasto però!), ovvero di ausilio in determinate stagioni per il rinforzo organico o strutturale. Ma cosa sono e che reali funzioni hanno? Gli integratori non sono altro che i normali “nutrienti”, ossia le sostanze comunemente presenti nel cibo che abitualmente consumiamo, selezionate e concentrate industrialmente sotto forma di capsule, compresse, tavolette, bustine, bevande o altro, allo scopo di consentire più facilmente la copertura del fabbisogno giornaliero. La loro utilità si manifesta nel momento in cui il nostro organismo lamenta, con vari segnali, la mancanza di alcuni principi il cui fabbisogno minimo giornaliero è ben codificato. Esistono infatti apposite tabelle che suggeriscono valori specifici per ogni nutriente con variazioni in rapporto ad età e sesso (per l’apporto calorico anche peso e altezza). I valori di queste tabelle si riferiscono ad individui “normalmente” attivi, al fine di mantenere un adeguato stato di salute. Nello sportivo, essendo i processi metabolici più intensi di quelli di una persona sedentaria, le esigenze risultano diverse: basti pensare al semplice apporto calorico. Un integratore alimentare diventa utile quando vi sia un ragionevole dubbio che ciò che mangiamo non sia in grado di soddisfare il nostro fabbisogno, ossia non riesca a coprire le necessità minime di alcuni nutrienti specifici necessari all’organismo per poter funzionare regolarmente.

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A seconda dei componenti contenuti, gli integratori si dividono in:
• integratori o complementi alimentari a base di ingredienti costituiti da piante officinali o derivati: si tratta di integratori a base di principi vegetali, senza alcuna finalità terapeutica, ma solo salutistica. Devono avere effetti fisiologici che contribuiscano al benessere dell’organismo e ne favoriscano le funzioni. A seconda della concentrazione, del dosaggio e delle indicazioni, le piante officinali possono essere veri e propri farmaci (e in questo caso si parla di fitofarmaci), oppure integratori che, quindi, hanno lo scopo di coadiuvare o sostenere le funzioni fisiologiche dell’organismo;
• integratori di vitamine: le vitamine sono dei composti che nella maggior parte dei casi non sono sintetizzati dall’organismo e devono essere introdotti con l’alimentazione. Le vitamine sono fondamentali per la salute e il buon funzionamento dell’organismo.
• integratori di minerali: i minerali sono sostanze inorganiche. Tra le altre funzioni, formano i denti e le ossa e regolano i liquidi corporei. Sono assunti con l’alimentazione, perché il nostro organismo non li produce, e si perdono soprattutto con la sudorazione e le urine.
• integratori di altri fattori nutrizionali: sono integratori arricchiti di fattori nutrizionali che non sono nutrienti essenziali, ma che partecipano ai processi metabolici;
• integratori di aminoacidi: gli aminoacidi sono le strutture base delle proteine. Oltre a ciò, gli aminoacidi intervengono in processi biologici importanti, come la sintesi dei neurotrasmettitori. Per costruire le proteine, l’organismo ha bisogno di 20 aminoacidi. Di questi otto sono detti essenziali, perché bisogna introdurli con l’alimentazione, dato che l’organismo non li sintetizza. Sono contenuti negli alimenti definiti proteici completi, carni e latticini. Sono invece assenti negli alimenti proteici incompleti, come frutta e verdura. Gli aminoacidi non essenziali sono invece sintetizzati dall’organismo.
• integratori di proteine e/o energetici: le proteine sono costituenti basilari di tutte le cellule e sono fondamentali nel metabolismo. Sono largamente presenti negli alimenti, come carne, uova, legumi, pesce. Il loro fabbisogno varia in rapporto all’età, al peso, alla massa corporea e al tipo di proteina in questione. Gli integratori energetici sono a base di carboidrati. I carboidrati sono una fonte primaria di energia. L’organismo li scinde e li trasforma in glucosio, utilizzato durante l’attività muscolare, e in glicogeno, che è una riserva di energia.
• integratori di acidi grassi: gli acidi grassi si dividono in acidi grassi saturi, detti anche cattivi, e in acidi grassi insaturi, detti anche buoni. I primi rendono difficile l’interscambio cellulare, dato che causano l’irrigidimento della cellula. Questo è uno dei fattori che porta all’insorgere di malattie metaboliche. Gli acidi grassi insaturi invece hanno un ruolo fondamentale per il corretto svolgimento di molte funzioni metaboliche e biologiche dell’organismo. Sono fondamentali, in particolare, per la salute del sistema cardiovascolare. Servono anche a produrre energia, a ridurre il colesterolo, a sintetizzare l’emoglobina.
• integratori a base di probiotici: i probiotici sono microrganismi che hanno effetti positivi sulla salute degli organismi che li ospitano. Sono in grado di superare la barriera gastrica e di arrivare “vivi” all’intestino. Aiutano il riequilibrio della flora intestinale, normalizzano le funzioni intestinali contrastando l’insorgere di infezioni intestinali, favoriscono l’assorbimento delle sostanze nutritive, controllano i grassi e gli zuccheri. Sono fondamentali per il mantenimento dell’efficienza del sistema immunitario. Sono presenti nello yogurt e nei formaggi;
• integratori di fibra: le fibre sono la parte degli alimenti vegetali che l’organismo non assimila. Esercitano importanti funzioni meccaniche e metaboliche in grado di influenzare anche la flora batterica intestinale. Sono presenti nella frutta, nella verdura, nei cereali e nei semi. Aiutano a migliorare la regolarità intestinale e riducono l’utilizzo di grassi e calorie.

 

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Molto noti, soprattutto al panorama femminile, sono gli integratori alimentari finalizzati al trattamento ed alla prevenzione del sovrappeso nonché al controllo della massa grassa corporea. Uno degli ultimi ritrovati, valutato molto bene in quanto fornisce un riscontro garantito, è XLS – Medical Liposinol della Chefaro Pharma Italia. E’ un esclusivo complesso a base di fibre vegetali, arricchito con le vitamine liposolubili A, D, E che aiutano a catturare fino al 28 % dei grassi alimentari presenti nello stomaco, assorbendo le molecole di grasso e trasformandole in un complesso di grassi e fibre. Ciò assicura una cattura dei grassi ottimale in una prima fase e, in quella successiva, le vitamine liposolubili sono rilasciate nel corpo per assicurare il massimo assorbimento vitaminico. Il prodotto può incidere positivamente anche sui livelli di colesterolo, riduce il senso di fame e migliora la sazietà. L’efficacia di XL-S Medical Liposinol è clinicamente testata (e personalmente garantita da mia madre, diventata un’adepta di tale prodotto ormai da quasi un anno, con cicli alterni!), non contiene coloranti artificiali, aromi, sale e conservanti né alcun ingrediente di origine animale. Il prezzo, per un mese di trattamento, è di circa 59,90 Euro ma, ripeto!, i risultati (seguendo un regime ipocalorico corretto) sono garantiti!

 

Food & Fashion

 

Ultimamente mi sono appassionata, e quindi avvicinata, al mondo culinario: ai suoi colori, alle sue forme, alle sue manifestazioni. Ed ho compreso l’importanza di questo fenomeno senza tempo che, però, si dimostra sempre al passo con le nuove inclinazioni e voghe.
Sicuramente l’accostamento “moda/cibo”potrebbe far storcere il naso a coloro che hanno l’olfatto poco sviluppato; ma un palato attento distingue subito l’importanza dei due fattori, ne valuta la consistenza e le potenzialità, nonché le opportunità commerciali e sociali. Dimostrazione ne sono i numerosi programmi enogastronomici che impazzano in televisione, le varie presentazioni sul web, le innumerevoli uscite editoriali in libreria ed edicola.
E’ stata sdoganata la figura dello chef talentuoso e belloccio, attento agli ingredienti delle proprie creazioni quanto al proprio taglio di capelli; i grembiuli non mortificano più le figure, bensì sono un fronzolo seduttivo; gli utensili da cucina vantano la più alta tecnologia ed il design più moderno.

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E se prima la Clerici, con le sue curve rassicuranti, invogliava alla “prova”, ora anche il/la conduttore/conduttrice hanno dovuto adeguarsi a tempi e correnti. Tutti i giornali vantano una rubrica di ricette, più o meno facili, più o meno raffinate: un occhio alla tavola, a come decorarla ed arricchirla nelle occasioni speciali, ai colori ed accessori più nuovi… è tutto un susseguirsi di case ricercate, tavole imbandite, vettovaglie varie, prezzi e categorie. Sul web infuriano foto di modelle scheletriche intente a “fingere” di divorare un hamburger o della pizza prima di una sfilata, o a tracannare litri di bevande super caloriche post seduta di pilates. Il metabolismo veloce pare sia il loro segreto, la frase fatta “fame da camionista” il loro mantra. E noi lì ad osservarle con invidia e mangiarci le mani… perché solo quelle ci sono rimaste a non farci ingrassare!

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E’ di qualche tempo fa una pubblicazione de L’Espresso Food&Wine dal titolo “Made in Italy = cucina + moda e design”. L’argomento concerneva una presentazione di piatti italiani effettuata ad Hong Kong da alcune modelle, poichè il made in Italy in Cina è un binomio indissolubile di moda, design e cucina. Alla cena di inaugurazione dell’Italian Cuisine & Wines World Summit – che riuniva i cuochi italiani che lavorano all’estero – tra una portata e l’altra hanno sfilato le mannequins, fasciate in abiti Pinko ed in seguito accomodatesi alle tavole firmate Alessi, leader del design per la casa.
VogueItalia, in un pezzo del datato 2013, presentava un editoriale intitolato “Fashion loves food. E viceversa”. L’articolo metteva in evidenza la relazione creativa tra haute couture e cucina d’autore. “Si tratta infatti di due arti, la cui similitudine è tanto più chiara quanto più si guarda con la giusta prospettiva, come un quadro impressionista. D’altronde, moda e cucina, sono due parole dietro le quali sta tutta la magia e la maestria dei loro creatori.
Questo binomio quindi, risulta essere una scelta vincente soprattutto nel panorama italiano dove ne rappresentano le principali eccellenze”. Veniva presentato il “Cooking Couture”, un nuovo progetto editoriale di Amazon BuyVip, ossia uno shopping club online di Amazon. Cooking Couture, curato e scritto da Gisella Borioli, esplorava il mondo della moda da una prospettiva diversa e puntava sulla convergenza tra l’orizzonte enogastronomico e quello della moda, grazie anche alla collaborazione di undici stilisti contemporanei molto apprezzati.

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Sempre VogueItalia, un mese prima, presentava, nella sezione “Wellness&Fitness”, un servizio dal titolo “Models in love with food”. Pensando a questa categoria di persone ed al lavoro che svolgono, infatti, non si fatica a pensare di come si nutrano solo di grandi digiuni. Ma pare non sia proprio così! Il pezzo faceva luce sulle ambizioni e doti culinarie di molte ragazze da passerella, come dimostrano i food blog di Valentina Zelyaeva e gli show culinari (trasmessi su YouTube) di Jourdan Dunn. Senza dimenticare, ovviamente, Elettra Rossellini Wiedemann e la sua iniziativa di ristoranti pop up, o Karlie Kloss con i suoi charity cookies. Per capire meglio questo fenomeno, furono intervistate due super modelle che, con le loro idee, stavano rivoluzionando il concetto di Fashion & Food. Le ragazze in questione erano Anne-Marie van Dijk e Robyn Lawley, fondatrici, rispettivamente, di Cleanse e Robyn Lawley Eats. Intervistate sui loro gusti in fatto di alimenti, hanno poi parlato di healthy eating e dello scambio di ricette fra modelle. Molte ragazze pare amino cucinare mentre altre, come Sessilee Lopez (modella e autrice di The Best by Sess), sono delle cuoche eccellenti.
Cibo e moda si fondono quindi perfettamente, muovendosi entrambe, attraverso le tendenze, sulla medesima passerella. Non solo: la maggior parte dei designer, delle modelle e degli stilisti amano mangiare bene, come tutti i “comuni mortali”.

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Chicche, curiosità, spunti e tanto altro spuntano sul social “Fashioncooking.it”, creato da Francesca Landolina, appassionata di moda e… buon cibo! Come dice lei stessa nella presentazione, Fashion Cooking “è uno spazio inedito dove ho scelto di far confluire la creatività impressionistica del binomio fashion&food nelle sue infinite declinazioni. Un laboratorio di idee, sinergie, piatti e foto d’autore, mie esplorazioni culinarie ispirate al connubio fashion&food, e ancora outfit, tendenze, life style e creazioni gourmet di talentuosi chef, da me ribattezzati chef couture perché coinvolti nel gioco creativo di FashionCooking.it”.

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La cucina, e tutto ciò che ruota intorno al cibo, ben si accosta quindi ai tessuti più vari e sfaccettati, alle texture più audaci e colorate, più sobrie ed armoniose, con una sola differenza: il primo si adatta ad ogni fisico, la seconda ha dei parametri ben definiti in fatto di misure. Spesso nel mondo del cibo si sente parlare di tradizione, di cose fatte come una volta. Questo desiderio di genuinità e di ritorno ai valori di un tempo sembrerebbe andare a cozzare con il concetto insito nell’idea di moda, continuamente assorbita nel vortice dei cambiamenti, della rivoluzione. L’apparente staticità culinaria è dipesa da diversi fattori che negli ultimi anni si stanno, però, sgretolando, generando numerosi mutamenti. Questi ultimi stanno facendo letteralmente scomparire dal vocabolario gastronomico la parola tradizione, che fino a ieri era imperante. Ormai i piatti proposti dalla maggior parte degli chef al top delle classifiche sono lontani da ogni tipo di legame con i piatti abituali. I nuovi orientamenti, come quello del “crudo” o delle “cotture dolci” tipiche della cucina giapponese, della tecnologia in cucina, passando per la “cucina fusion” e le “cotture veloci”, hanno preso il sopravvento, un po’ come le stringate maschili sulle ultime passerelle femminili. Questa ondata di fantasia e modernità che ha animato la cucina nostrana e non solo, sembra risentire dell’esigenza di un distacco da quelli che potevano essere i freni delle forme tradizionali di cucina. Come tutte le mode, potrebbe ravvisarsi lo svantaggio di un cambio repentino di tendenze. Ma le passerelle ci hanno abituati, negli ultimi tempi, a ritorni di corrente sempre apprezzati.

 

Blueberries & chocolate

Buongiorno e ben ritrovati 😊
Oggi vi propongo un dolcetto fresco fresco, facile facile adatto all’estate!
Trattasi di una cheesecake ai mirtilli
Vi confesso che era la prima volta che preparavo una torta come questa, ma è talmente facile e veloce da realizzare, oltre che buonissima, che sicuramente la rifarò !

 

Vediamo gli ingredienti :
200 ml di panna per dolci ( io ho usato quella vegetale)
250 gr di biscotti Oreo
150 gr di burro
Una tavoletta di cioccolato al latte
Una tavoletta di cioccolato fondente
Mirtilli ( o altra frutta che desiderate ad es fragole, pesche ecc)

 

 
Preparazione:
Sciogliere il burro, sbriciolare i biscotti a pezzi grossolani, aggiungere il burro fuso ed amalgamare.
Mettere il fondo in una tortiera a cerniera e pressare bene con un cucchiaio.
Mettere in freezer 15 minuti e nel frattempo riscaldare la panna e sciogliere dentro le tavolette di cioccolata a pezzetti.
Una volta ottenuta una crema densa prendere la torta dal freezer e versarci sopra il composto ottenuto, mettere altri 15 minuti in freezer per far rassodare la crema, poi aggiungere i mirtilli e rimettere altri 20/30 minuti in freezer. Ora la torta è pronta per essere tolta dallo stampo e servita.
Una sorta di semifreddo che d’estate si mangia davvero volentieri .

 

 
Che ne dite? Da provare assolutamente!

 

 

Con queste foto vi auguro un bellissimo week end ❤️

 

 

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