Glitter & Champagne

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Apelle figlia di Apollo

Quanto mi piace questa via di Ferrara, via delle Volte, nel cuore medievale della città, immersi in un contento unico, intriso di storia e fascino.

 

Oltre ai magazzini e alle botteghe dei mercanti, questa via in passato era conosciuta come via dei bordelli : qui, lontano da occhi indiscreti, si concentravano le case d’appuntamento della città e di tutte quelle attività che non richiedevano eccessiva pubblicità, soprattutto in una città governata per secoli dallo Stato Pontificio.

 

Questa via emana un non so che di magico, percorrerla è come un fare un tuffo nel passato anche se oggi le antiche botteghe o le case di appuntamento non ci sono più, possiamo trovare al loro posto locali, localini alla moda, osterie e trattorie..

 

Poco lontano da lì si trova uno di questi locali : Apelle

 

Ad Apelle si possono mangiare piatti gourmet e hamburger al bancone oppure bere un cocktail seduti sulle sedie di una scuola media francese degli anni ’30, su tavoli costruiti con legno vecchio di cent’anni, ascoltando playlist sempre diverse.
Un locale che possiamo definire alla moda, alternativo, eclettico, vintage e moderno allo stesso tempo, con piatti tradizionali ma rivisitati in chiave decisamente trendy!
Fuori dagli schemi ma da provare assolutamente!

 
QUI potete vedere un altro mio articolo su un altro ristorante di Ferrara decisamente agli antipodi con questo di cui vi ho parlato oggi! Due facce di una stessa medaglia: la protagonista, lei, Via delle Volte! 

 
Buon lunedì 😁

 

 

 

Indossavo:
Abito: Twin Set
Sandali : handmade Toscana
Borsa Moschino

 

Food & Fashion

 

Ultimamente mi sono appassionata, e quindi avvicinata, al mondo culinario: ai suoi colori, alle sue forme, alle sue manifestazioni. Ed ho compreso l’importanza di questo fenomeno senza tempo che, però, si dimostra sempre al passo con le nuove inclinazioni e voghe.
Sicuramente l’accostamento “moda/cibo”potrebbe far storcere il naso a coloro che hanno l’olfatto poco sviluppato; ma un palato attento distingue subito l’importanza dei due fattori, ne valuta la consistenza e le potenzialità, nonché le opportunità commerciali e sociali. Dimostrazione ne sono i numerosi programmi enogastronomici che impazzano in televisione, le varie presentazioni sul web, le innumerevoli uscite editoriali in libreria ed edicola.
E’ stata sdoganata la figura dello chef talentuoso e belloccio, attento agli ingredienti delle proprie creazioni quanto al proprio taglio di capelli; i grembiuli non mortificano più le figure, bensì sono un fronzolo seduttivo; gli utensili da cucina vantano la più alta tecnologia ed il design più moderno.

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E se prima la Clerici, con le sue curve rassicuranti, invogliava alla “prova”, ora anche il/la conduttore/conduttrice hanno dovuto adeguarsi a tempi e correnti. Tutti i giornali vantano una rubrica di ricette, più o meno facili, più o meno raffinate: un occhio alla tavola, a come decorarla ed arricchirla nelle occasioni speciali, ai colori ed accessori più nuovi… è tutto un susseguirsi di case ricercate, tavole imbandite, vettovaglie varie, prezzi e categorie. Sul web infuriano foto di modelle scheletriche intente a “fingere” di divorare un hamburger o della pizza prima di una sfilata, o a tracannare litri di bevande super caloriche post seduta di pilates. Il metabolismo veloce pare sia il loro segreto, la frase fatta “fame da camionista” il loro mantra. E noi lì ad osservarle con invidia e mangiarci le mani… perché solo quelle ci sono rimaste a non farci ingrassare!

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E’ di qualche tempo fa una pubblicazione de L’Espresso Food&Wine dal titolo “Made in Italy = cucina + moda e design”. L’argomento concerneva una presentazione di piatti italiani effettuata ad Hong Kong da alcune modelle, poichè il made in Italy in Cina è un binomio indissolubile di moda, design e cucina. Alla cena di inaugurazione dell’Italian Cuisine & Wines World Summit – che riuniva i cuochi italiani che lavorano all’estero – tra una portata e l’altra hanno sfilato le mannequins, fasciate in abiti Pinko ed in seguito accomodatesi alle tavole firmate Alessi, leader del design per la casa.
VogueItalia, in un pezzo del datato 2013, presentava un editoriale intitolato “Fashion loves food. E viceversa”. L’articolo metteva in evidenza la relazione creativa tra haute couture e cucina d’autore. “Si tratta infatti di due arti, la cui similitudine è tanto più chiara quanto più si guarda con la giusta prospettiva, come un quadro impressionista. D’altronde, moda e cucina, sono due parole dietro le quali sta tutta la magia e la maestria dei loro creatori.
Questo binomio quindi, risulta essere una scelta vincente soprattutto nel panorama italiano dove ne rappresentano le principali eccellenze”. Veniva presentato il “Cooking Couture”, un nuovo progetto editoriale di Amazon BuyVip, ossia uno shopping club online di Amazon. Cooking Couture, curato e scritto da Gisella Borioli, esplorava il mondo della moda da una prospettiva diversa e puntava sulla convergenza tra l’orizzonte enogastronomico e quello della moda, grazie anche alla collaborazione di undici stilisti contemporanei molto apprezzati.

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Sempre VogueItalia, un mese prima, presentava, nella sezione “Wellness&Fitness”, un servizio dal titolo “Models in love with food”. Pensando a questa categoria di persone ed al lavoro che svolgono, infatti, non si fatica a pensare di come si nutrano solo di grandi digiuni. Ma pare non sia proprio così! Il pezzo faceva luce sulle ambizioni e doti culinarie di molte ragazze da passerella, come dimostrano i food blog di Valentina Zelyaeva e gli show culinari (trasmessi su YouTube) di Jourdan Dunn. Senza dimenticare, ovviamente, Elettra Rossellini Wiedemann e la sua iniziativa di ristoranti pop up, o Karlie Kloss con i suoi charity cookies. Per capire meglio questo fenomeno, furono intervistate due super modelle che, con le loro idee, stavano rivoluzionando il concetto di Fashion & Food. Le ragazze in questione erano Anne-Marie van Dijk e Robyn Lawley, fondatrici, rispettivamente, di Cleanse e Robyn Lawley Eats. Intervistate sui loro gusti in fatto di alimenti, hanno poi parlato di healthy eating e dello scambio di ricette fra modelle. Molte ragazze pare amino cucinare mentre altre, come Sessilee Lopez (modella e autrice di The Best by Sess), sono delle cuoche eccellenti.
Cibo e moda si fondono quindi perfettamente, muovendosi entrambe, attraverso le tendenze, sulla medesima passerella. Non solo: la maggior parte dei designer, delle modelle e degli stilisti amano mangiare bene, come tutti i “comuni mortali”.

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Chicche, curiosità, spunti e tanto altro spuntano sul social “Fashioncooking.it”, creato da Francesca Landolina, appassionata di moda e… buon cibo! Come dice lei stessa nella presentazione, Fashion Cooking “è uno spazio inedito dove ho scelto di far confluire la creatività impressionistica del binomio fashion&food nelle sue infinite declinazioni. Un laboratorio di idee, sinergie, piatti e foto d’autore, mie esplorazioni culinarie ispirate al connubio fashion&food, e ancora outfit, tendenze, life style e creazioni gourmet di talentuosi chef, da me ribattezzati chef couture perché coinvolti nel gioco creativo di FashionCooking.it”.

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La cucina, e tutto ciò che ruota intorno al cibo, ben si accosta quindi ai tessuti più vari e sfaccettati, alle texture più audaci e colorate, più sobrie ed armoniose, con una sola differenza: il primo si adatta ad ogni fisico, la seconda ha dei parametri ben definiti in fatto di misure. Spesso nel mondo del cibo si sente parlare di tradizione, di cose fatte come una volta. Questo desiderio di genuinità e di ritorno ai valori di un tempo sembrerebbe andare a cozzare con il concetto insito nell’idea di moda, continuamente assorbita nel vortice dei cambiamenti, della rivoluzione. L’apparente staticità culinaria è dipesa da diversi fattori che negli ultimi anni si stanno, però, sgretolando, generando numerosi mutamenti. Questi ultimi stanno facendo letteralmente scomparire dal vocabolario gastronomico la parola tradizione, che fino a ieri era imperante. Ormai i piatti proposti dalla maggior parte degli chef al top delle classifiche sono lontani da ogni tipo di legame con i piatti abituali. I nuovi orientamenti, come quello del “crudo” o delle “cotture dolci” tipiche della cucina giapponese, della tecnologia in cucina, passando per la “cucina fusion” e le “cotture veloci”, hanno preso il sopravvento, un po’ come le stringate maschili sulle ultime passerelle femminili. Questa ondata di fantasia e modernità che ha animato la cucina nostrana e non solo, sembra risentire dell’esigenza di un distacco da quelli che potevano essere i freni delle forme tradizionali di cucina. Come tutte le mode, potrebbe ravvisarsi lo svantaggio di un cambio repentino di tendenze. Ma le passerelle ci hanno abituati, negli ultimi tempi, a ritorni di corrente sempre apprezzati.

 

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