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Fashion & Lifestyle

Il cerchio della vita: Kidult gioielli

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San Valentino si avvicina, mancano ormai pochi giorni ma le idee per fare dei pensierini low cost sono sempre poche .
Perché diciamocelo, non tutti possono permettersi diamanti o altri regali molto costosi, soprattutto i ragazzi giovani che magari studiano ancora, ma vorrebbero comunque fare un pensierino carino alla propria fidanzata/o.
Per questo oggi vi mostro una linea di bracciali, nuova, giovane, simpatica ma allo stesso tempo molto glam.


Il cerchio della vita, un susseguirsi di emozioni tutte da scoprire. Giorno dopo giorno, bracciale dopo bracciale, Kidult ti invita a vivere  l’avventura della vita in perfetto equilibrio tra la tua personalità e la tua energia, in armonia con il mondo e la natura.
Lasciati trasportare dalle nostre ispirazioni, parti alla scoperta  delle tue sensazioni più autentiche e realizza i tuoi sogni più belli.
Questa è l’anima Kidult. Gioielli che uniscono passato, presente e futuro, i tuoi desideri di bambina e le nuove sfide di donna, per collezionare ciò  che ami di più: le emozioni.

Ognuno di noi potrà scegliere ciò che gli piace di più ( o per comunicare qualcosa a qualcuno) : una frase, una scritta, un animaletto o una cosa più spirituale.

Io ho scelto una frase di uno dei miei scrittori preferiti: Antoine de Saint Exupery autore del “Piccolo principe”

” L’essenziale è invisibile agli occhi “

 

Buon regalo low cost a tutti ❤❤❤

 

Visitare la diga del Vajont: dove si trova e come arrivare

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Poco meno di un mese fa, sono andata qualche giorno in vacanza in montagna, nelle Dolomiti.
È stata un’occasione per visitare un luogo che avevo visto tanti anni fa ma ci tenevo a rivedere. Si tratta di un pezzo della storia italiana ( una triste storia a dire la verità ) : la diga del Vajont.

 

 

A Erto, uno dei paesi che costituiscono il territorio del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane, si trova la Diga del Vajont.

La Diga del Vajont è stata, putroppo, teatro della tragedia procurata dalla frana del monte Toc nel lago artificiale della diga che provocò morte e desolazione nella valle sottostante. Era il 9 ottobre 1963.

A memoria della tragedia è stato allestito il museo del Vajont visitabile presso il Centro Visite del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane di Erto e Casso e dal 2007 è stato aperto al pubblico il coronamento della diga.

L’organizzazione delle visite è affidata al Parco Naturale delle Dolomiti Friulane. Si potranno percorrere i primi venti metri di coronamento e osservare l’impressionanate scenario della frana del Monte Toc e della valle sottostante di Longarone, spazzata via in una notte.

 

9 Ottobre 1963 …Per non dimenticare

Il ricordo del Vajont amplifica la sua risonanza storica sui luoghi della memoria.
Per non dimenticare quell’assurda tragedia del 1963 si effettuano visite guidate nelle zone più colpite dove rimangono dei segni indelebili: oltre all’immensa frana, capitelli, chiesette, scheletri architettonici e impressionanti pavimenti di case antiche che ogni anno gli abitanti della valle puliscono dalle erbacce per farli riemergere insieme ai ricordi delle vite che lì ci abitavano.

 

 
Visitare la diga del Vajont: dove si trova e come arrivare

Al confine tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, immersa nello spettacolare scenario delle Dolomiti è possibile visitare la diga del Vajont, un muro di cemento alto 261m la cui costruzione, tra il 1957 ed il 1960, portò dopo soli 3 anni al disastro di Longarone. Ma dove si trova esattamente? E come è possibile arrivare?

Raggiungere la diga del Vajont con mezzi propri non è complicato ed accanto al centro informazioni turistiche è presente un’area dove poter parcheggiare. Trattandosi di una strada montana si raccomanda sempre la massima attenzione alla guida.

 

 

Come visitare la diga del Vajont: rivivere il disastro di Longarone

Per visitare la diga del Vajont potrete optare per due soluzioni,  vediamo quali.


Visitare la diga del Vajont
Avendo a disposizione poco tempo da dedicare a questa bella escursione potreste decidere di partecipare ad una visita guidata della diga, della durata di un’oretta, acquistabile direttamente presso l’ufficio informazioni turistiche situato in loco. Una guida vi racconterà le tematiche che portarono la diga del Vajont ad essere la causa del disastro di Longarone, inoltre sarete accompagnati lungo il coronamento della diga stessa.

Rivivere il disastro di Longarone visitando i luoghi della memoria
Una validissima alternativa che vi farà davvero rivivere tutti gli eventi che portarono al tragico disastro di Longarone è rappresentata dalla visita dei “Luoghi della memoria“, un’iniziativa della PRO LOCO che tramite una visita guidata vi permetterà non solo di visitare la diga del Vajont ma anche di conoscere tutti i siti di maggior rilievo collegati agli eventi di quel lontano 9 ottobre del 1963. Ciò che rende questa opzione molto interessante e da prendere assolutamente in considerazione sono gli “Informatori della memoria“,  un gruppo di guide formato da volontari superstiti della tragedia misto a giovani del luogo.
Per conoscere le date di questi eventi potete rivolgervi alla Pro Loco di Longarone. Inoltre, facendo di Longarone la vostra base di partenza, è possibile raggiungere diverse incantevoli mete delle dolomiti.

 

 

Se passate da quelle parti vi consiglio di fermarvi, anche solo ad ammirarla da lontano, ne vale la pena.

 

 

Il colore del 2017

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Greenery 15-0343:

è una tonalità di verde il colore dell’anno Pantone 2017. La massima autorità internazionale in fatto di colore ha decretato quale sarà la nuance iconica dell’anno prossimo. Nella moda, nel design, nella grafica, nella cosmesi, in tutti i settori della creatività. Un verde chiaro, fresco, con note di giallo. Evoca la natura che si risveglia, i germogli teneri delle piante, i prati. Un colore che si trova nei luoghi all’aperto, ossigenante, che evoca le scampagnate rinvigorenti. Una mela verde, la polpa di un avocado, i piselli freschi, un prato, il tè verde matcha. Il ciuffo di un ananas, un chicco d’uva, una foglia di menta, un cespo di lattuga.

Greenery: perché è il colore Pantone 2017
Pantone ha scelto questa nuance di verde inneggiando ad un nuovo inizio. Il verde Greenery, così evocativo dei germogli, è infatti emblema della rinascita. E la massima autorità in fatto di colore l’ha scelta per la sua influenza: vitale da un lato, rassicurante dall’altro. In un momento storico in cui stiamo vivendo tumulti politico-economico-sociali importanti, circondarsi di una tonalità calmante e ariosa può ricollegarci a ciò che stiamo perdendo di vista. La natura, il nostro mondo interiore, la visione di uno scopo ampio e collettivo. E’ un colore che, secondo Pantone, aiuta ad emergere, a prendere una boccata d’aria fresca. A staccare dalla tecnologia di cui viviamo circondati 24 ore al giorno.

 

È un verde molto particolare e non è detto che sarà proprio gradito da tutti!

 

Voi che ne dite? 😊

 

Fillerina viso e labbra

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Qualche tempo fa mi hanno proposto di fare una recensione di un prodotto beauty.
Il prodotto in questione, anzi i prodotti perché a dire la verità erano due, sono dei laboratori Labo: Fillerina viso e Fillerina labbra.

 

 
Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta

 

Fillerina viso ( nuova formula potenziata )

Si tratta di un trattamento filler dermo-cosmetico da fare a casa, effetto decontraente con 8 acidi ialuronici.
Con l’avanzare dell’età la quantità di acido ialuronico della pelle si riduce notevolmente causando rughe e solchi e/o perdita di volume .
Da utilizzare per 14 giorni ( al mattino o alla sera )

Fillerina labbra

Intervento riempitivo dermo-cosmetico effetto filler per il volume delle labbra.

Effetto rimpolpante e riempitivo delle labbra grazie alle 6 molecole di acidi ialuronici.
Va applicato 5 volte al giorno sulle labbra.

Il mio parere dopo aver provato questo trattamento è sicuramente che la pelle del viso appare più tonica e “rimpolpata”, più liscia e compatta.
La stessa cosa posso dire del trattamento labbra: più piene e con più volume.

Sono sicuramente soddisfatta di questo trattamento, certo non ci aspettiamo i miracoli o trattamenti estetici che solo un bravo chirurgo potrebbe fare, ma sono indiscusse le caratteristiche che solo un prodotto di ottima qualità come questo può possedere.

Unica nota dolente ( almeno per me che sono davvero pigra ) è che il trattamento richiede un po’ di tempo perché si tratta di applicare prima il gel, lasciarlo agire 10/20 minuti, dopodiché applicare la crema idratante. Per il resto questo prodotto è davvero molto valido e ringrazio i laboratori Labo per avermelo fatto scoprire e provare.

Lo potete trovare in rete e nelle migliori farmacie.

Come indossare capi vintage senza sembrare fuori moda?

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Come fare per comprare e indossare i capi vintage giusti senza sembrare fuori moda? E fuori luogo?

 

Come abbinare gli abiti vintage per avere un look ricercato ma sempre alla moda? La risposta non è semplice perchè il gusto personale svolge un ruolo fondamentale nei nostri look. Tuttavia la regola principale resta sempre “non esagerare”! Quando si parla di look vintage si crede sempre che tutto possa andare bene e senza specifiche regole, ma non è vero! Questo si può fare solo ad Halloween e a Carnevale! Vediamo qualche consiglio per abbinare gli abiti vintage senza rischiare di essere ridicole o eccessivamente retrò. Lo stile prima di tutto!

 

ACCESSORI PREZIOSI
Per immergersi completamente nell’atmosfera rétro, può bastare un solo accessorio prezioso. Come una spilla dorata con pietre da applicare al bavero del blazer, oppure una clutch effetto sparkling, o ancora una collana che rifinisca il colletto di una camicia over.

 

QUALITÀ PRIMA DI TUTTO
Acquistare capi di seconda mano è strettamente connesso alla passione per brand e confezioni evergreen che nella loro fattura (seppur vissuta) racchiudono una preziosità rara. Un foulard di Burberry, un micro cronografo di Cartier o una ballerina di Chanel scovate in un mercatino, sono (da) sempre l’investimento perfetto. Da abbinare rigorosamente a capi contemporanei, anche casual.

 

VINTAGE OK , MA DI MODA
Ecco, le bancarelle dei mercatini dell’usato o gli scaffali dei bazar di seconda mano saranno pieni di capi anni Settanta che, a un compromesso economico decisamente cheap, garantiscono un risultato estremamente alla moda. E allora perché non mescolare il denim a vita altissima con un blusa in seta leggera, o un blazer con frange a una t-shirt streetstyle? Insomma, mixate, miscelate, sperimentate.

 

 
MIX & MATCH
Mescolare, mixare, coordinare tendenze abbinate a epoche diverse è il must have da seguire se si vuole interpretare al meglio la cultura del vintage. Coordinare e abbinare sperimentando, può funzionare soltanto se, oltre al buon gusto, c’è una fortissima predisposizione ad osare!

 

 

Perché oggi ho deciso di parlarvi di pezzi vintage?
Perché probabilmente avrete capito la mia passione per gli abiti e gli accessori ( o gli oggetti se parliamo di casa) appartenuti ad epoche passate.

Ricordo quando a 18 anni, con la mia migliore amica e compagna di scuola, andai a Bologna in centro, al mercatino di abiti usati, con l’entusiasmo a mille tornai a casa con un paio di Levi’s 501 pagati pochi spiccioli, feci vedere il mio acquisto a mia madre, la quale invece non era della mia stessa opinione e mi prese a male parole, rabbrividendo al fatto che fossero abiti usati !!! Poi seguirono una giacca di pelle che ho amato moltissimo ( sempre col disgusto di mia madre, la quale si chiedeva cosa ci trovassi nell’andare per mercatini vintage !!!)

La passione è rimasta anche se purtroppo nel corso degli anni ho perso ( o meglio sono stati regalati o buttati per mancanza di spazio) cose a cui ero molto legata, ma del resto si sa che non si può conservare tutto .
Così a malincuore ho dovuto rinunciare a molti capi preziosi, che ora probabilmente avrei potuto indossare di nuovo.
Ma qualcosa ho salvato ( di mio e della genitrice, la quale non perde certo tempo e spazio, a conservare cose che sa di non indossare mai più !!)
I “superstiti” sono un paio di abiti di mia mamma rigorosamente anni ’70, qualche accessorio come borse e pochette, un capospalla mio e il mix che indosso in queste foto: trattasi di un cappottino a spina di pesce con cintura in vita degli anni ’90, a cui ho applicato questo collo di pelliccia di un vecchio cappotto di mia madre, risalente agli anni 70 e questi guanti scamosciati ritrovati in fondo ad un vecchio baule, di cui nessuno ricorda la provenienza !!
E sono sicura che ci sono ancora tante cose interessanti che potrei scovare nei vecchi armadi e bauli!!!
Voi che dite?

 

Buon inizio di settimana ❤

 

 

Indossavo:
Cappotto: Conpibel
Pantaloni: Pinokkio
Scarpe: No brand
Borsa: No brand
Guanti: No brand
Calze: Calzedonia
Occhiali: Ray Ban
Cappello: Zara

 

Noi: l’altra faccia delle fashion blogger!

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Si fa un gran parlare della settimana della moda e TUTTE, dico TUTTE, le riviste non fanno che propinarci articoli e foto dell’evento con tanto di look improponibili.

Facevo quindi una riflessione su quella che dovrebbe essere l’occasione per presentare le nuove linee e tendenze delle prossime stagioni e non il palco in cui esporsi al pubblico ludibrio.
Mi sembra infatti che quella delle sfilate sia diventata una sorta di miele per le “api più chiassose, eccentriche e falsamente alternative” dell’alveare della moda. Sembra che l’imperativo sia “stupire!”, anche a costo di farsi ritrarre con un abbigliamento che non adopererei nemmeno in caso di estrema necessità (piuttosto metterei in mostra le mie “non doti” nascoste!).

Eppure risultano di tendenza e vengono osannati nemmeno fossero gli ultimi esponenti di grido della haute couture mondiale. In realtà la cosa non dovrebbe stupirmi nemmeno più di tanto, considerato ciò che le riviste propongono e ciò che numerose fashion blogger indossano. Peccato che tutto ciò che sfogliamo, in svariate occasioni, non potrebbe risultare portabile in un ufficio né, tantomeno, per strada. Ho come la netta sensazione che un Direttore di una qualsiasi rivista fashion, nel dare il suo benestare alla messa in stampa di articoli e foto, non consideri il target femminile medio, quello della semplice impiegata o professionista, della mamma o casalinga, della pensionata.
Le riviste sembrano mirare ad un pubblico di blogger, di fashion victim (sotto i cui colpi, per carità, io sono la prima a cadere!), baipassando bellamente l’altra fetta di lettrici che, comunque, dovranno pur vestirsi!

Io e mia madre, ad esempio, non potremmo essere più diverse. Per fare un parallelo storico siamo la Sparta (mia madre!) e la Atene (io… anche a scuola l’ho sempre preferita!) della situazione: essenziale e sobria la prima quanto ridondante ed estrosa io. Sfogliamo però le stesse riviste, per curiosità, noia, alla ricerca di un qualche pezzo interessante che raramente cattura la nostra attenzione. E ci soffermiamo sulle stesse presentazioni di beauty e moda, scambiandoci opinioni a volte discordanti, ultimamente sempre più concordi. Alcuni outfit, infatti, sembrano improbabili persino alla sottoscritta che, in fatto di moda, ama sperimentare con tessuti, sovrapposizioni, colori e stili diversi. Presentarmi in ufficio con la lingerie in bella vista certo non mi consentirebbe una carriera più esplosiva ma causerebbe, piuttosto, una esplosione di ira del mio superiore; indossare delle mega zeppe o pump mi porterebbe poi alla disfatta definitiva in caso di tentata fuga. I giornali dovranno pur parlare e presentare qualcosa per “valere” quegli Euro che costano, ma mi chiedo perché non puntare, ogni tanto, sulla lettrice media, quella che la vita la fa, e non la vive soltanto su carta e social network.

E’ anche vero che siamo noi a creare il nostro stile, che si possono cogliere degli spunti da fare più o meno nostri. Però sarebbe bello trovare tra gli outfit di successo anche quelli delle ragazze comuni, che sfoggiano i loro capi, creazioni e via discorrendo, per correre a fare la spesa, ad accompagnare i figli a scuola o, più semplicemente, si recano nel loro noioso posto di lavoro ad affrontare un’ennesima, durissima disfatta cerebrale.

 

Per concludere quindi, nonostante una vita di corse (non da un set ad un altro, ma da un problema ad un altro!), una miriade di pensieri sui temi più disparati, le vere fashion addicted siamo noi, poiché abbiamo uno stile unico e personale per le giornate uguali e pur diverse che affrontiamo!

 

P.S.
In caso di shopping con poco budget vi consiglio di visitare www.outletup.com

 

 

Il fenomeno Instagram

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Ad agosto, negli States, ha superato Twitter per numero di utenti unici quotidiani da smartphone; dopo il lancio dell’applicazione per dispositivi Android, in meno di 24 ore, ha oltrepassato la soglia del milione di download e lo scorso aprile è stato acquistato da Facebook alla stratosferica cifra di un miliardo di dollari.
Stiamo parlando di Instagram, l’applicazione originariamente pensata esclusivamente per iPhone, ma anche come social network di condivisione fotografica, che in pochi mesi ha visto passare il numero dei suoi utenti da 15 a 80 milioni, candidandosi così alla nomina di vero e proprio social boom del 2012.

 

La sua semplicità, la sua immediatezza d’uso e la sua perfetta integrazione con gli altri social network, rendono senza dubbio Instagram una delle applicazioni dedicate alla condivisione di immagini più amate in assoluto. In pochi click è. infatti. possibile scattare una foto con il proprio smartphone, scegliere uno dei filtri disponibili, in modo da applicare un effetto di fotoritocco, inserire un commento personale e infine condividere l’immagine con il resto della community di Instagram oppure con il mondo intero.

 

E da qualche mese Instagram ha integrato la sua App con le stories

 

Instagram Stories è la nuova funzione della popolare piattaforma di condivisione immagini che permette di pubblicare foto e video a tutti i propri follower per le successive 24 ore. Questa importante novità ha portato Instagram a rinnovare in modo evidente l’interfaccia grafica, introducendo una sezione dedicata per Instagram Stories.
Le Stories, quindi, sono visualizzabili per un periodo di tempo limitato, come accade anche su Snapchat. Al termine delle 24 ore, la storia di Instagram scomparirà definitivamente e non sarà più possibile visualizzarla. Così facendo, l’utente può condividere contenuti di varia natura, per creare una storia, da poter mostrare in modo semplice e rapido con tutti i follower.

 

Avete mai provato a usare Instagram Stories? Che ne pensate?

 

Imagine

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Vi è mai capitato di andare in un palazzo o in una villa storica ed immaginare ?

Immaginiamo

Immaginiamo questi grandi saloni dai pavimenti lucidi, con i grandi camini in marmo accesi, enormi sfarzosi lampadari, i dipinti di famiglie nobili alle pareti, ricchi tendaggi e luminosi affreschi, antichi e preziosi arazzi…
Immaginiamo le sale riempirsi di gente, invitati al ballo, che indossano abiti costosi dai tessuti pregiati e le donne i loro lussuosi gioielli..
Immaginiamo le persone nobili che hanno percorso quei corridoi, che hanno partecipato a quei balli, che hanno mangiato cibi prelibati, ai loro amori vissuti, o forse no, ai loro drammi, alle loro vite..

 

Ecco, io passeggiando per questi saloni dei primi dell’800,dove è ubicato un ristorante, ho immaginato questo. Chi mi segue su Instagram ed Instagram stories avrà già visto le stanze di questo palazzo in una delle mie storie! 
Probabilmente non ho indossato i miei gioielli migliori o il mio abito più pregiato ( anzi la pochette era di mia madre, un pezzo vintage fatto a mano ) però vi assicuro che questo cappotto è uno degli acquisti migliori che ho fatto all’inizio della stagione invernale, mi piace troppo lo ammetto!
È stato amore a prima vista! Ogni tanto i colpi di fulmini accadono, siete d’accordo con me?

 

 
Buon inizio di settimana amici ❤

 
Indossavo:
Cappotto : Gaelle
Abito: Mixeri
Scarpe: Primadonna collection
Borsa : Vintage
Orecchini: Swarovsky

 

Primavera/estate 2017 a tutto colore!

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Chi, almeno una volta, non ha osato un colore, che potesse essere in un foulard o sciarpa, in una tinta per unghie o capelli, in delle calze o scarpe e via discorrendo. Eppure ognuna di noi, alla fine propende sempre per il “buon vecchio” nero! A mio modesto avviso però quest’ultimo è un colore un tantino “sopravvalutato”. Troppo spesso infatti si ritiene sia la tinta più chic, glamour, la più adatta a tutte e in ogni occasione, l’unica in grado di assottigliare la figura, alleggerire l’immagine, ingentilire i lineamenti, aggraziare la figura.

 

Anche io, molto tempo fa, ne ho subito il fascino indiscusso, salvo riprendermi in fretta! Scherzi a parte, ho semplicemente compreso che i colori, di qualsiasi tonalità essi siano, possono donare a chiunque, basta solo trovare la giusta gradazione. E di questa idea sembrano essere anche gli stilisti che, da qualche anno a questa parte, hanno scatenato dei veri e propri arcobaleni sulle passerelle. Le anticipazione delle prossime collezioni P/E, ad esempio, sono un mix & match di toni, di forti contrasti di tinte e stampe più disparate. Sicuramente non tutte possono permettersi di sfoggiare le stravaganze delle passerelle però, anziché acquistare l’ennesima t shirt nera/grigia/bianca per la prossima stagione, si potrebbe optare per una tonalità più in tema con i mesi che ci aspettano.
Allora largo all’intramontabile, e tanto amato da Tiziano e Valentino, ROSSO, passando per un bel VERDE smeraldo/speranza, attraversando il BLU cobalto ed approdando sul GIALLO in tutte le sue sfumature. Per le più temerarie (si fa per dire!) ci sarebbero anche le varie gradazioni del rosa, dal cipria al fucsia. L’alternativa sono le “fantasie”: dalle righe ai quadretti, dai rombi ai fiori ed ai pois.

 

 

Tutto quello che è stato partorito dalle menti diaboliche degli stilisti sembra possedere le caratteristiche della primavera e dell’estate, stagioni ricche di colori e sapori nuovi, di luci e riflessi, di colore e luminosità. I creatori di moda riportano in scena l’Oriente, con i suoi temi caldi ed i tessuti lievi, impalpabili; invitano tutte noi a salpare, ma non senza il giusto equipaggiamento caratterizzato dallo stile “navy”; ci richiamano al “bon ton” non senza qualche tocco di eccentricità.

 

Non mancano poi gli spunti “Hippy“, la versione “Barbie” o “romantica“, la nuova tinta del “greige” (un innesto di beige e grigio) e, in ultima battuta, il bianco ed il nero.
E anche gli accessori sono SUPER: colorati, estrosi, esagerati.
Lasciamoci quindi avvolgere dal calore della nuova stagione, ma soprattutto dai suoi colori,  alla scoperta di quelli che abbiamo dentro!

 

 

Donne con le gonne: forti ma con stile

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Donne forti: si, ma con stile !

 

 “E ‘il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante!


Quando iniziai a lavorare credevo di avere tempo per raggiungere tanti successi, soddisfazioni e traguardi importanti. Ora che il tempo è trascorso, ho la consapevolezza di avere le qualità per raggiungere tanti obiettivi e sogni, ma poco tempo a disposizione da dedicare alla loro realizzazione!
“La moda passa, lo stile resta!”, predicava Coco Chanel ed è come se, in questa breve citazione, fosse riassunta la mia vita: la moda rappresenta il tempo, lo stile i miei progetti.
In questi anni ho visto cambiare molte cose, in un susseguirsi di andirivieni ciclico di ritorni di fiamma e dipartite. Ho salutato anni più o meno belli, persone care e non, presidenti e dittatori, papi ed artisti. Ho assistito alla nascita di nuove mode e tendenze e salutato definitivamente altre. Ho attraversato momenti bui eppure, con la tipica e complessa caparbietà femminile, sono andata avanti e non solo per me stessa, non senza un certo stile ed eleganza. Chi non si rispecchia in questo mio scritto, inno alla forza ed alla bellezza femminile non solo esteriore e che contraddistingue ogni donna, può smettere di leggere! Però ognuna di noi sa che non è nel nostro stile mollare, di amore, lavoro o di qualsiasi altra cosa si parli.

Tornando quindi alla nostra Maestra Coco, si potrebbe dire che la sua massima non si riferisca, nello specifico, al solo mondo della moda, ma che possa applicarsi al genere femminile che, più di ogni altro, è fautore, autore, regista ed amante appassionato di questo magico e dorato mondo.
Allora “chi ha tempo, non aspetti tempo!” ma, con la consapevolezza del presente e le certezze del passato, posso tranquillamente asserire che resteremo ciò che siamo… con stile!



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