Glitter & Champagne

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Come realizzare una torta ad effetto wow? Con il nostro show cooking!

E così anche quest’anno siamo arrivati alla Vigilia di Natale.

Per me è stato un anno ricco di impegni, davvero molto impegnativo ma con tantissime soddisfazioni a partire dal mio libro, un sogno che si realizza, agli eventi e workshop organizzati con la collaborazione di altre blogger, alla mia intervista radiofonica che puoi vedere QUI.

L’ultimo evento di quest’anno è stato una decina di giorni fa, uno show cooking in collaborazione con Elisabetta food blogger di BRICIOLE DI MUFFIN.

Abbiamo creato una vera e propria lezione di cucina dove Elisabetta ci ha fatto vedere una ricetta passo passo di un dolce natalizio con decorazione ad effetto wow! Spesso le persone sono un po’ stanche del solito panettone farcito da proporre per le feste e quindi abbiamo deciso di realizzare  qualcosa di diverso, semplice da riprodurre, alla portata di tutti ma nello stesso tempo non banale! E così è nata l’idea di questo dolce e di creare uno show cooking per mostrare come potesse essere davvero facile fare un dolce bello e buono.

Elisabetta ci ha quindi mostrato come realizzare una sponge cake da farcire con una crema di mascarpone e panna con decorazione a tema natalizio brinata cioè ad effetto ghiaccio. Ovviamente il tema era proprio fare una torta buona ma anche “fashion” cioè che fosse esteticamente curata e bella. Una vera meraviglia per gli occhi e per il palato, si perché alla fine della lezione abbiamo assaggiato il dolce e brindato tutte insieme ed effettivamente era super buono.

Devo dire che è stato molto interessante, ringrazio tutte le partecipanti ma sarà un arrivederci a presto perché abbiamo in programma altri eventi dolcissimi e molto fashion dal 2019!

Questo è l’ultimo articolo per quest’anno, devo ringraziarvi di cuore per l’affetto che mi dimostrate seguendo sempre il mio blog, vi auguro un sereno Natale e che possa essere uno splendido 2019!

Arrivederci a gennaio!

Food & Fashion

 

Ultimamente mi sono appassionata, e quindi avvicinata, al mondo culinario: ai suoi colori, alle sue forme, alle sue manifestazioni. Ed ho compreso l’importanza di questo fenomeno senza tempo che, però, si dimostra sempre al passo con le nuove inclinazioni e voghe.
Sicuramente l’accostamento “moda/cibo”potrebbe far storcere il naso a coloro che hanno l’olfatto poco sviluppato; ma un palato attento distingue subito l’importanza dei due fattori, ne valuta la consistenza e le potenzialità, nonché le opportunità commerciali e sociali. Dimostrazione ne sono i numerosi programmi enogastronomici che impazzano in televisione, le varie presentazioni sul web, le innumerevoli uscite editoriali in libreria ed edicola.
E’ stata sdoganata la figura dello chef talentuoso e belloccio, attento agli ingredienti delle proprie creazioni quanto al proprio taglio di capelli; i grembiuli non mortificano più le figure, bensì sono un fronzolo seduttivo; gli utensili da cucina vantano la più alta tecnologia ed il design più moderno.

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E se prima la Clerici, con le sue curve rassicuranti, invogliava alla “prova”, ora anche il/la conduttore/conduttrice hanno dovuto adeguarsi a tempi e correnti. Tutti i giornali vantano una rubrica di ricette, più o meno facili, più o meno raffinate: un occhio alla tavola, a come decorarla ed arricchirla nelle occasioni speciali, ai colori ed accessori più nuovi… è tutto un susseguirsi di case ricercate, tavole imbandite, vettovaglie varie, prezzi e categorie. Sul web infuriano foto di modelle scheletriche intente a “fingere” di divorare un hamburger o della pizza prima di una sfilata, o a tracannare litri di bevande super caloriche post seduta di pilates. Il metabolismo veloce pare sia il loro segreto, la frase fatta “fame da camionista” il loro mantra. E noi lì ad osservarle con invidia e mangiarci le mani… perché solo quelle ci sono rimaste a non farci ingrassare!

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E’ di qualche tempo fa una pubblicazione de L’Espresso Food&Wine dal titolo “Made in Italy = cucina + moda e design”. L’argomento concerneva una presentazione di piatti italiani effettuata ad Hong Kong da alcune modelle, poichè il made in Italy in Cina è un binomio indissolubile di moda, design e cucina. Alla cena di inaugurazione dell’Italian Cuisine & Wines World Summit – che riuniva i cuochi italiani che lavorano all’estero – tra una portata e l’altra hanno sfilato le mannequins, fasciate in abiti Pinko ed in seguito accomodatesi alle tavole firmate Alessi, leader del design per la casa.
VogueItalia, in un pezzo del datato 2013, presentava un editoriale intitolato “Fashion loves food. E viceversa”. L’articolo metteva in evidenza la relazione creativa tra haute couture e cucina d’autore. “Si tratta infatti di due arti, la cui similitudine è tanto più chiara quanto più si guarda con la giusta prospettiva, come un quadro impressionista. D’altronde, moda e cucina, sono due parole dietro le quali sta tutta la magia e la maestria dei loro creatori.
Questo binomio quindi, risulta essere una scelta vincente soprattutto nel panorama italiano dove ne rappresentano le principali eccellenze”. Veniva presentato il “Cooking Couture”, un nuovo progetto editoriale di Amazon BuyVip, ossia uno shopping club online di Amazon. Cooking Couture, curato e scritto da Gisella Borioli, esplorava il mondo della moda da una prospettiva diversa e puntava sulla convergenza tra l’orizzonte enogastronomico e quello della moda, grazie anche alla collaborazione di undici stilisti contemporanei molto apprezzati.

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Sempre VogueItalia, un mese prima, presentava, nella sezione “Wellness&Fitness”, un servizio dal titolo “Models in love with food”. Pensando a questa categoria di persone ed al lavoro che svolgono, infatti, non si fatica a pensare di come si nutrano solo di grandi digiuni. Ma pare non sia proprio così! Il pezzo faceva luce sulle ambizioni e doti culinarie di molte ragazze da passerella, come dimostrano i food blog di Valentina Zelyaeva e gli show culinari (trasmessi su YouTube) di Jourdan Dunn. Senza dimenticare, ovviamente, Elettra Rossellini Wiedemann e la sua iniziativa di ristoranti pop up, o Karlie Kloss con i suoi charity cookies. Per capire meglio questo fenomeno, furono intervistate due super modelle che, con le loro idee, stavano rivoluzionando il concetto di Fashion & Food. Le ragazze in questione erano Anne-Marie van Dijk e Robyn Lawley, fondatrici, rispettivamente, di Cleanse e Robyn Lawley Eats. Intervistate sui loro gusti in fatto di alimenti, hanno poi parlato di healthy eating e dello scambio di ricette fra modelle. Molte ragazze pare amino cucinare mentre altre, come Sessilee Lopez (modella e autrice di The Best by Sess), sono delle cuoche eccellenti.
Cibo e moda si fondono quindi perfettamente, muovendosi entrambe, attraverso le tendenze, sulla medesima passerella. Non solo: la maggior parte dei designer, delle modelle e degli stilisti amano mangiare bene, come tutti i “comuni mortali”.

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Chicche, curiosità, spunti e tanto altro spuntano sul social “Fashioncooking.it”, creato da Francesca Landolina, appassionata di moda e… buon cibo! Come dice lei stessa nella presentazione, Fashion Cooking “è uno spazio inedito dove ho scelto di far confluire la creatività impressionistica del binomio fashion&food nelle sue infinite declinazioni. Un laboratorio di idee, sinergie, piatti e foto d’autore, mie esplorazioni culinarie ispirate al connubio fashion&food, e ancora outfit, tendenze, life style e creazioni gourmet di talentuosi chef, da me ribattezzati chef couture perché coinvolti nel gioco creativo di FashionCooking.it”.

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La cucina, e tutto ciò che ruota intorno al cibo, ben si accosta quindi ai tessuti più vari e sfaccettati, alle texture più audaci e colorate, più sobrie ed armoniose, con una sola differenza: il primo si adatta ad ogni fisico, la seconda ha dei parametri ben definiti in fatto di misure. Spesso nel mondo del cibo si sente parlare di tradizione, di cose fatte come una volta. Questo desiderio di genuinità e di ritorno ai valori di un tempo sembrerebbe andare a cozzare con il concetto insito nell’idea di moda, continuamente assorbita nel vortice dei cambiamenti, della rivoluzione. L’apparente staticità culinaria è dipesa da diversi fattori che negli ultimi anni si stanno, però, sgretolando, generando numerosi mutamenti. Questi ultimi stanno facendo letteralmente scomparire dal vocabolario gastronomico la parola tradizione, che fino a ieri era imperante. Ormai i piatti proposti dalla maggior parte degli chef al top delle classifiche sono lontani da ogni tipo di legame con i piatti abituali. I nuovi orientamenti, come quello del “crudo” o delle “cotture dolci” tipiche della cucina giapponese, della tecnologia in cucina, passando per la “cucina fusion” e le “cotture veloci”, hanno preso il sopravvento, un po’ come le stringate maschili sulle ultime passerelle femminili. Questa ondata di fantasia e modernità che ha animato la cucina nostrana e non solo, sembra risentire dell’esigenza di un distacco da quelli che potevano essere i freni delle forme tradizionali di cucina. Come tutte le mode, potrebbe ravvisarsi lo svantaggio di un cambio repentino di tendenze. Ma le passerelle ci hanno abituati, negli ultimi tempi, a ritorni di corrente sempre apprezzati.

 

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