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Il caffè delle donne

Mi è stato proibito di entrare in una libreria, perché a parte perdere la cognizione del tempo, potrei spendere una fortuna comprando libri su libri, anche se a casa ne ho una decina ancora da leggere, non importa, non posso fare a meno di acquistarne altri ( quasi come per le scarpe e borse!!)
Però ho trovato un altro modo per comprare libri, senza nemmeno uscire di casa: li acquisto online!
Si ok avete capito bene oggi vi annoierò ancora, per l’ennesima volta, parlando dei miei libri che ho da poco letto!

Spesso mi avvalgo delle classifiche dei libri più letti ( se sono piaciuti alla maggior parte delle persone probabilmente significa che sono belli ) anche se a volte rimango delusa ( ciò che piace alla maggioranza non è detto che piaccia anche a noi, un po’ come per la moda )!
Così spesso mi affido all’istinto: leggo le trame, i pareri di chi l’ha già letto, sbircio la biografia dell’autore e uso il mio fiuto !

Non ho un genere preferito, nella mia vita mi è capitato di leggere di tutto, romanzi d’amore, d’avventura, storici, biografie, thriller, gialli, fantasy. Mi piace passare da un genere all’altro.
Ed è proprio così che mi sono imbattuta in questo romanzo : Il caffè delle donne di Widad Tamimi.
Mi ha incuriosito parecchio il titolo ed ho voluto saperne di più : ho letto la trama e la biografia dell’autrice, ho scoperto che è una giovane scrittrice emergente e questo è il suo romanzo d’esordio ( 2012 ) ma ha scritto un altro libro nel 2016 ( Le rose del vento ).
Widad è nata a Milano da padre palestinese e madre di origine ebrea.

Il caffè è un punto fermo nella vita di Qamar: espresso e vigoroso come lo beve la madre, ingentilito da un goccio di latte come piace al suo compagno, oppure fatto bollire tre volte, amaro e profumato di cardamomo, come ha imparato a berlo in Giordania. Da sempre Qamar è in equilibrio tra due mondi, ma lo ha scoperto solo il giorno del suo quattordicesimo compleanno, quando è diventata ufficialmente donna. Sottratta a ogni contatto promiscuo, costretta a una improvvisa separazione dagli amici, Qamar deve confrontarsi con le differenze profonde tra le due culture di cui è figlia. Eppure, nelle lunghe giornate trascorse con le donne di famiglia, impara a curare il corpo come ogni sposa deve saper fare, a cucinare, a essere seducente e insieme modesta. Ed è durante queste lunghe ore al femminile che viene introdotta all’antico, affascinante rituale del caffè: nonna, zie, sorelle, riunite nel salotto si scambiano confidenze e si preparano a conoscere il destino. Solo una, ogni giorno, è la prescelta per l’interpretazione dei fondi da parte di Khalto Sherin, che sa leggere nel sedimento i segreti del cuore e del futuro. Anni dopo, di fronte al dolore di una maternità mancata, Qamar sentirà la necessità di recuperare le proprie radici e ripensare alle parole ascoltate il giorno lontano in cui lesse la propria vita nel sedimento. Scegliere gli ingredienti del proprio caffè, deciderne aroma e intensità, significa capire che gusto vogliamo dare alle nostre giornate.

 

Perché mi è piaciuto così tanto questo libro?
Perché Qamar, la protagonista, riesce a trasportare il lettore nell’affascinante mondo arabo, con i suoi colori, odori, sapori, cibi speziati. Ci porta alla scoperta del rituale del caffè fatto con l’ibriq dai cui fondi si può leggere il futuro.
Perché lei è in bilico tra la cultura occidentale e le sue radici più profonde orientali, in continuo scontro con l’educazione femminista ricevuta dalla madre così diverse dalle regole della famiglia paterna.
Questo libro ti trasporta completamente ad Amman in Giordania e ti fa venire voglia di salire sul primo aereo ed andare in medio oriente, tra la confusione ed il traffico della città, immersi nel profumo dei cibi speziati, della miscela arabica del caffè al cardamomo, dei colori caldi del deserto, della polvere tra le strade e del canto del muezzin che richiama i fedeli alla preghiera..

Questo romanzo mi è piaciuto davvero, l’ho trovato vero, autentico, molto scorrevole e di facile lettura, forse il finale un po’ scontato e banale ma il libro merita davvero di essere letto, in più ( se vogliamo parlare di soldi !!) costa davvero poco, online l’ho trovato a soli 10 Euro!

Che ne dite? Vi ho incuriosito almeno un pochino riguardo questo romanzo?
Torneremo a discutere di libri, anzi se avete suggerimenti su testi da leggere accetto consigli!
A presto, buon fine settimana! 😊

 

Letture estive

Buongiorno amici, ben ritrovati sul mio blog!
Oggi voglio parlarvi ancora un volta di libri: un appuntamento fisso con le recensioni dei libri che ho da poco letto e che mi piace condividere con voi!
I libri in questione sono due, diversissimi tra loro, ma con qualche cosa in comune!
Partiamo?
Primo libro: “Io prima di te” ( libro del 2012) di Jojo Moyes, scrittrice e giornalista inglese.

A ventisei anni Louisa Clark sa tante cose. Sa esattamente quanti passi ci sono tra la fermata dell’autobus e casa sua. Sa che le piace fare la cameriera in un locale senza troppe pretese nella piccola località turistica dove è nata e da cui non si è mai mossa, e probabilmente, nel profondo del suo cuore, sa anche di non essere davvero innamorata di Patrick, il ragazzo con cui è fidanzata da quasi sette anni. Quello che invece ignora è che sta per perdere il lavoro e che, per la prima volta, tutte le sue certezze saranno messe in discussione. A trentacinque anni Will Traynor sa che il terribile incidente di cui è rimasto vittima e che l’ha inchiodato su una sedia a rotelle gli ha tolto la voglia di vivere. Sa che niente può più essere come prima, e sa esattamente come porre fine a questa sofferenza. Quello che invece ignora è che Lou sta per irrompere prepotentemente nella sua vita portando con sé un’esplosione di giovinezza, stravaganza e abiti variopinti. Nessuno dei due, comunque, sa che la propria vita sta per cambiare per sempre.

Il libro parte forse un po’ scontato, ma poi diventa interessante e per niente banale, gli argomenti trattati sono un po’ scomodi, quelli di cui non è facile parlare!
Eppure questo libro che parla di disabilità fisica e’ capace di emozionare come non mai. Mi è piaciuto molto! Vale la pena!
Secondo libro: “Omero gatto nero” di Gwen Cooper che da anni è volontaria presso organizzazioni che si occupano di bambini ed animali abbandonati ( tra l’altro ha una gatta che si chiama Rossella!)

L’ultima cosa che Gwen desidera in questo stramaledetto momento della sua vita, senza un lavoro, senza uno straccio di ragazzo, è un gatto. Per di più, un gatto nero, cieco e in difficoltà come Omero. Il fatto è che Gwen è sempre stata una persona irresponsabile e – bisogna ammetterlo – anche un po’ egoista. Non si è mai sentita in grado di prendersi cura di nessuno, nemmeno di se stessa. Eppure, quando incontra Omero, è subito amore. Gwen decide immediatamente di adottare quel gattino straordinario, e ancora non sa che questa scelta le cambierà la vita. Perché, grazie a Omero, capirà che cosa significa aprire veramente il proprio cuore, e affrontare gli ostacoli con inguaribile ottimismo.

E’ un libro autobiografico, racconta la sua storia e l’adozione di questo gattino cieco che in qualche modo le cambia la vita!
Io sono stramaledettamente di parte, lo ammetto!!!!! Quando si parla di gatti, avendone anche io adottato uno abbandonato qualche anno fa!
Ma cercherò di essere obiettiva: il libro e’ scorrevole, non impegnativo, ma in grado di scaldarti il cuore! Voto senz’altro positivo!
Come vi dicevo questi due libri una cosa in comune ce l’hanno: affrontano entrambi temi difficili come quelli della disabilità!

Spero di avervi dato qualche consiglio su qualche lettura da portare magari sotto l’ombrellone per le prossime vacanze!
Buon fine settimana!! 😊

 

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